Focus sui bimbi, idee regalo, Viaggi; Travel Tips

L’ufficio postale di Babbo Natale

Dov’è, quando scrivere la letterina e come farsi rispondere

Chi sapeva che Babbo Natale ha il suo ufficio postale personale? Non l’ufficio in cui arrivano le comunicazioni per tutti, ma proprio uno suo! Si trova in Lapponia, Finlandia, ed è personalmente gestito dai suoi piccoli aiutanti, gli elfi.

Babbo Natale nel suo ufficio

Ecco quindi che, se i vostri bambini non vedono l’ora di scrivergli la letterina con tutti i doni che desiderano ricevere per Natale, è necessario farlo subito, così che gli aiutanti di Babbo Natale possano lavorarci come si deve e che lui riesca a leggerla con attenzione prima che la sua slitta, capeggiata dalla mitica renna Rudolf, parta per il giro del mondo.

L’ufficio postale, situato nel Villaggio di Santa Claus a Rovaniemi, in Finlandia, è una delle magiche attrazioni che i fortunati turisti in visita possono apprezzare di persona. Aperto tutti i giorni dell’anno, qui Babbo Natale riceve una media di circa 500.000 lettere provenienti da ogni angolo del pianeta. 

Inoltre, una curiosità che forse non tutti sanno (e che Babbo Natale ha rivelato) è che non solo i bambini gli scrivono, ma anche politici e star della musica e del cinema… 

Quindi, per le mamme che vogliono fare un doppio regalo ai propri piccoli, l’indirizzo cui mandare la letterina è:

Santa Claus
Santa Claus’ Main Post Office
Tähtikuja 1
96930 Arctic Circle
Finland

Il regalo sarà doppio perché, se si vuole, è possibile ricevere da Babbo Natale una risposta, scritta di suo pugno, affrancata con un francobollo a tema natalizio e con il timbro postale del Circolo Polare Artico!

Babbo Natale sulla sua slitta trainata dalla renna Rudolf

Inoltre, dentro ogni lettera di risposta, Babbo Natale inserisce un certificato di presa consegna delle richieste del bimbo/a (indirizzando la letterina proprio a lui/lei) e una cartolina da colorare.

Come fare per avere la risposta

La lettera di Babbo Natale si può prenotare online (cliccando qui) e costa 8,90 € (non vengono addebitati costi di gestione né di spedizione, a meno che non vengano ordinati altri prodotti).

Per maggiori informazioni sulla destinazione e ulteriori spunti che, magari, vi invoglieranno a prenotare la vostra prossima vacanza proprio qui, in Lapponia, visitare il sito ufficiale alla pagina www.lapland.fi

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Noi che eravamo adolescenti negli anni ’90

C’è sempre un momento in cui, nonostante non sia tempo di bilanci, ti volti indietro e ricordi com’eri, cosa facevi, come ti divertivi. E paragoni la tua vita di allora con quella di chi è giovane oggi. Ti sembra impossibile che le cose siano cambiate così velocemente e che alcune cose che per te, che eri giovane/piccola negli anni ’90, erano scontate, divertenti e addirittura incredibili, per chi è giovane/piccolo adesso sembrano reperti dell’antica preistoria. Le Gem sanno già usare (da un bel po’) smartphone e tablet. Le piccole dita scorrono lo schermo veloci e sicure, come se non avessero fatto altro già ben prima di nascere.

Io mi ricordo quando uscirono i primi touch-screen (che per inciso davano appena la possibilità di ingrandire le immagini e poco più): cercavo di usarli con disinvoltura, ma ero più imbranata di una foca. Ma come me, lo erano quasi tutti.

Non solo telefonia, però, ma tante altre cose mi ricordano la mia adolescenza. Un periodo vissuto tra mille no e qualche sì, col piede che cercava sempre di stare sull’acceleratore e i rapporti personali che erano veri e, soprattutto, ti coinvolgevano necessariamente in un faccia a faccia inevitabile.

Noi che eravamo adolescenti negli anni ’90, non avevamo il cellulare. Se volevi chiamare qualcuno, dovevi per forza usare il telefono di casa. Io lo tenevo occupato quel tanto che serviva per rivivere, con la mia migliore amica dell’epoca, tutta la giornata a scuola. Era un modo per decomprimere, anche. Se, poi, il telefono di casa ti veniva negato (o volevi avere un po’ di privacy in più), allora ti recavi alla cabina del telefono, sperando di avere gettoni abbastanza per le solite telefonate fiume. Gelide d’inverno e roventi in estate, i cubicoli della Telecom erano la nostra salvezza. Chissà quante ne hanno sentite, nel corso degli anni…

Noi che eravamo adolescenti negli anni ’90, ci mettevamo d’accordo su orari e luoghi di appuntamenti in classe o appena fuori dalla scuola. E dovevamo ricordarci ogni particolare, perché dei gruppi whatsapp, all’epoca, non ci sognavamo né il nome né le potenzialità. Se per caso ti dimenticavi di qualcosa l’unica soluzione era chiamare sul telefono di casa qualcuno. Oppure richiedere dettagli il giorno dopo, a scuola.

Noi che eravamo adolescenti negli anni ’90, quando andavamo in vacanza e volevamo conservarne dei ricordi, andavamo a comprare i rullini fotografici (da 36, come alcune compresse in farmacia). Le foto si scattavano con parsimonia e, soprattutto, non c’era mai la certezza che venissero bene. Niente photoshop né filtri né ritocchi. Come venivano, venivano. Scoprivi solo dopo se, per puro caso, avevi scattato una foto da Premio Pulitzer (rarissimo…) o se, più facilmente, avevi tagliato teste, gambe, braccia delle persone immortalate, perché il panorama dovevi farcelo stare tutto a forza nell’immagine, a discapito dei protagonisti del viaggio. E se, come spesso può accadere, qualcuno veniva fuori con la bocca storta, gli occhi chiusi o un po’ mosso, non c’era proprio niente che potessi fare. Ma, sopra ogni cosa, dei rullini fotografici ricordo che si aveva una sorta di abbuono sul numero effettivo degli scatti. Quindi, dopo la 24esima foto, si continuava a scattare sperando che le foto fatte sarebbero poi state effettivamente realizzate.

Noi che eravamo adolescenti negli anni ’90, di politica non capivamo quasi niente e ci andava bene così. Avevamo ideali e tanto ci bastava.

Noi che eravamo adolescenti negli anni ’90, siamo cresciuti con nomi come Eltsin, Jeffrey Dahmer, Saddam Hussein, Kuwait e Iraq. Ma anche con eventi di portata storica come la caduta del muro di Berlino, il Nobel a Gorbaciov e l’elezione di Nelson Mandela a vice presidente del Congresso Nazionale Africano. E potrei andare avanti così ancora con molti altri esempi di portata planetaria.

Noi che eravamo adolescenti negli anni ’90, abbiamo vissuto i mondiali di calcio Italia ’90 sulle note di “Un’estate italiana”, convinti che la nostra squadra avrebbe vinto sicuramente. E poi è andata come sappiamo e i tedeschi si sono messi di mezzo un’altra volta,

Io che ero adolescente negli anni ’90, proprio quell’estate aspettavo che arrivasse un nuovo cuginetto (che si sarebbe poi chiamato Alessandro) e volevo assolutamente che mia zia lo chiamasse Nicola (in onore di Berti, controcampista della nazionale, di cui ero innamorata all’epoca). Perché noi, negli anni ’90 eravamo così: avevamo meno, ma ci divertivamo molto di più. E soprattutto lo facevamo insieme, senza schermi di mezzo.

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I migliori mercatini di Natale (in Italia e non)

Non c’è niente da fare, adoro il periodo natalizio, forse ancora di più quello pre-Natale. Le città cominciano ad illuminarsi a festa, l’aria si fa frizzantina, si inizia a pensare a quali doni fare e a chi. Ci avete mai fatto caso? Fare un regalo è molto più bello che riceverlo. C’è una maggiore partecipazione emotiva, nello scegliere una strenna per qualcuno. Ci si immagina la gioia nell’aprire il pacco e la sorpresa (magari positiva, magari no…) nello scoprire il contenuto.

Un’ottima idea, per scovare idee regalo carine, non troppo costose e artigianali, è quella di visitare uno (o più) degli innumerevoli mercatini che vengono organizzati ogni anno su e giù per lo Stivale, ma anche in Europa. Scopriamo allora insieme i migliori (e meno pubblicizzati) da segnare in agenda.

Noël au Bourg | Forte di Bard | Valle d’Aosta (8 dicembre – 6 gennaio 2019)

Schermata 2018-11-07 alle 13.16.50Il periodo delle festività natalizie nei comuni di Bard e Hône comincia la settimana dell’Immacolata Concezione con tante, incredibili proposte. A partire dalla mostra di presepi natalizi (oltre 30, realizzati in legno), rigorosamente artigianali, aperta tutti i giorni e con ingresso gratuito, per proseguire, sempre l’8 dicembre, con la Festa della Micòoula, a Hône, in cui viene proposto il tradizionale pane nero (dolce), precursore del più famoso panettone. In più, entrambi i borghi medievali saranno animati dai tradizionali mercatini ricchi di prodotti di artigianato locale, enogastronomici e tanti, simpatici spettacoli di gruppi folcloristici. Oltre all’atmosfera natalizia che vi si respirerà, una visita al Borgo di Bard sarà anche l’occasione per immergersi nella storia di un piccolo comune che ha visto il passaggio di personaggi come Napoleone, Cavour, Stendhal. Imperdibile, poi, è un giro al Forte, stupenda costruzione medievale prima e fortezza sabauda poi. L’ingresso al Forte di Bard è gratuito. Sono a pagamento, invece, gli ingressi ai vari musei ospitati al suo interno.
Dove dormire: se pensate di rimanere per il weekend, vi consiglio di prenotare l’Hotel Cavour et Des Officiers, ricavato all’interno delle sale che ospitavano la vecchia guarnigione, dentro le mura del Forte. Costo della camera matrimoniale, a notte: 110 €. Nel prezzo, oltre alla colazione, sono compresi gli ingressi ai musei e il parcheggio.

Mercatini di Natale | Santa Maria Maggiore | Piemonte (7-8-9 dicembre)

Schermata 2018-11-07 alle 14.47.43Da 20 anni, l’appuntamento con la magia del Natale ritorna nel piccolo borgo montano di Santa Maria Maggiore, insignito della Bandiera Arancione del TCI per la qualità eccelsa dei prodotti artigianali che, ogni anno, vengono proposti ai visitatori. 200 espositori, tradizionali casette in legno addobbate a festa, decorazioni natalizie, ceramiche, presepi fatti a mano sono solo alcune delle meraviglie che accoglieranno i turisti. Non mancheranno, poi, gli spazi dedicati alle eccellenze artigiane (raccolte in appositi chalet), specialità eno-gastronomiche, gruppi jazz e laboratori per i più piccini.
Dove dormire: il Dimora D’Artista B&B sito nel centro storico è una soluzione raffinata e comoda per visitare i mercatini. Costo della camera matrimoniale, a notte: 150 €.

Nel Castello di Babbo Natale | Castello di Frontone | Marche (2-8-9-16 dicembre)

23130859_140251409953362_7389488496066014659_nGiunto alla sua sedicesima edizione, l’appuntamento dei mercatini di Natale nel Castello di Frontone, splendida fortezza dell’anno 1000, torna ad appassionare e incantare i visitatori. Tutta la magia del Natale illuminerà il borgo medievale, tra vin brulé, musica, prodotti artigianali, casette in legno, dolci e… Babbo Natale! I bambini potranno lasciargli le letterine e farsi fotografare con lui. Il tutto, passeggiando nella storia racchiusa tra le mura e le stanze del maniero. Dove dormire: alla Locanda Del Castello, situata ai piedi della rocca su cui sorge la fortezza, gli ospiti troveranno cucina tipica con prodotti locali a KM0, un’atmosfera calda e accogliente e camere curate nei minimi dettagli. Costo della camera matrimoniale, a notte: da 70 €.

Mercatini di Natale | Cesenatico | Emilia Romagna (8-9-16-23-24-25-26 dicembre+1,6,13 gennaio 2019)

gallery-10La location è quella del lungo canale che, come da tradizione, viene illuminato a festa. Non solo bancarelle ricche di decorazioni, prodotti tipici, addobbi, creazioni artigianali e idee regalo, ma anche dolci tipici, vin brulé e altre leccornie tutte da assaggiare. Inoltre, non mancherà il classico Presepe galleggiante della Marineria, unico nel suo genere, preparato a bordo di antiche imbarcazioni. Un motivo in più per visitare questi mercatini? I concerti, gli eventi e i laboratori didattici organizzati durante i weekend per allietare grandi e piccolini. Dove dormire: a due passi dal lungo canale si trova il B&B Le Stanze di Leonardo che, secondo la leggenda, sorge nella dimora che anticamente ospitò Leonardo Da Vinci. 7 camere ottimamente arredate, ognuna a tema diverso, ma sempre con un evidente richiamo al Genio. Costo della camera matrimoniale, a notte: da 78 €.

Mercatini di Natale | Bruges | Belgio (tutti i giorni, fino al 1 gennaio 2019)

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Protagonista indiscusso di questi mercatini è il famoso (e bellissimo) centro storico di Bruges e più precisamene la Markt, la piazza del mercato. Mille luci colorate illuminano gli edifici che circondano l’area medievale, una pista di pattinaggio enorme attende gli appassionati dei pattini e tante, tantissime bancarelle propongono di tutto un po’: dai dolci alle specialità gastronomiche, dai prodotti artigianali alle decorazioni natalizie. Dove dormire: l’Hotel Acacia, 4 stelle, si trova a pochi passi dalla Markt e nel cuore del centro storico di Bruges. Le camere sono accoglienti e moderne, perfette per riposarsi dopo una lunga camminata. Costo della camera matrimoniale, a notte: da 104 €.

Mercatini di Natale | Lussemburgo (fino al 24 dicembre)

26583-resize-1170x1170x70Sono tra i più belli in assoluto, ma anche tra i meno menzionati. Eppure, per chi cerca l’atmosfera natalizia dei mercatini, quelli di Lussemburgo meritano davvero una visita. Nelle sue casette di legno e bancarelle si trova davvero di tutto: dagli abiti agli accessori, dai gioielli alle borse artigianali, dai decori alle delicatezze. Il tutto, snodato lungo tre location d’eccezione: la Place d’Armes, la Place de la Constitution e la Place de Paris. Molto più, quindi, che semplici mercatini, ma un vero e proprio villaggio del Natale. Mentre siete qui, inoltre, non mancate di provare la bevanda tradizionale Glühwäin (vino caldo) e alcune specialità come il Thüringer, Mettwurscht (salsicce tipiche del Lussemburgo) e i Gromperekichelcher (pancake di patate). Dove dormire: nelle vicinanze della Place d’Armes si trova il Grand Hotel Cravat, 4 stelle, con camere arredate in stile anni ’60 da un lato e sistemazioni iper-moderne e high-tech dall’altro. Perfetto per tutti i gusti. Costo della camera matrimoniale, a notte: da 100 €.

Ah, dimenticavo di dirvi che io quest’anno insieme alle #Gem visiterò i mercatini di Natale di Mantova. Ma di questi vi parlerò più avanti, dopo averli sperimentati di persona. 🙂

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Come proteggere i propri bimbi dal freddo

Siamo mamma italiane, questa è la premessa da fare. Per noi il freddo non è semplice freddo, ma gelo siberiano. Così come il caldo non è semplice caldo, ma canicola africana. Ciò detto, sebbene io faccia parte delle genitrici che guardano con ammirazione ai popoli del Nord (come Finlandia, Svezia, Norvegia, ecc.) dove i bambini vivono la maggior parte del loro tempo libero fuori casa, vestiti sì, ma non bardati come spedizionieri in marcia verso il Polo Nord, tuttavia mi ritrovo con due nonne che hanno sempre il terrore che le nipoti “prendano freddo”.

E che, per un soffio di vento, “si ammalino”. La gola deve essere coperta, la canottiera dovrebbe essere sempre indossata (anche in pieno agosto, con 40° all’ombra), le canottierine smanicate sono ammesse solo in rare occasioni e mai quando fuori ci sono meno di 28°.

Il freddo, di per sé, non fa male. Anzi, fortifica. Ma soprattutto, bambini ben vestiti, ma non in modo eccessivo, possono comunque godersi gli spazi all’aria aperta, con ampia libertà di movimento e la giusta copertura.

Ecco, quindi, una mini-guida dei capi da inserire nell’armadio, per sopravvivere alle rigidità invernali (e alle invettive dei nonni).

Il piumino caldo, ma leggero, di Sarabanda
Perfetto da usare tutti i giorni, ma con un guizzo elegante regalato dalla cintura in vita con fiocco, il piumino è in nylon, imbottito con ovatta, anti-goccia, foderato con morbida e caldissima eco-pelliccia. Anche il cappuccio, che si può staccare, è foderato in eco-pelliccia. Sotto, quindi, basta mettere una maglia in caldo cotone, senza aggiungere altri capi. Disponibile in due colori. Costo: 85,90 €.

Le magliette in caldo cotone di Mayoral
Pratiche, comode, calde e carinissime, le magliette del brand spagnolo sono tra le più amate dalle mamme. Quasi indistruttibili (e se ve lo dico io che ho a che fare con Attila e sua sorella, credeteci!), tengono benissimo i lavaggi sia come brillantezza dei colori che come stato del tessuto. Disponibili diversi colori. Costo: 18,95 € quella coi palloncini, 12,99 € quella con la stella.

I pantaloni felpati di Kiabi
Perfetti per uscire, ma anche per giocare in casa o per la scuola… insomma, vanno bene ovunque! Questi pantaloni, di cotone e viscosa, sono felpati all’interno (non garzati), hanno un comodo elastico in vita e una stella glam applicata sul davanti. Insomma, caldi sì, ma con stile. Costo: 6 €.

Le calze coccolose di Calzedonia
Che siano corte (quelle che preferisco) o lunghe, poco importa. Perché Calzedonia ha la soluzione carina, comoda e colorata per tutte le bimbe. Tanti i design proposti e le fantasia proposte e, con la consueta promozione prendi 5 paghi 4, il quinto paio è in regalo. Costo: 2,95 € il paio.

Gli stivaletti anti-freddo di Geox
Traspirante, caldo e con punta e talloni rinforzati, questi stivaletti sono perfetti per correre, giocare, camminare, senza rischi di cadute (la suola, in gomma, è antiscivolo). Rivestiti in calda fodera, proteggono dalle temperature rigide dell’inverno. Costo: da 79,90 €.

I cappelli, i guanti e le sciarpine di OVS
Cappello a cuffia con applicazioni glitter e motivo a orsetto, guanti modello mezze dita con motivo a panda e sciarpa coordinata al cappello. Caldissimi accessori, carini e pratici. Costo: 5,99 € sia il cappello che i guanti, 6,99 € la sciarpa.

 

idee regalo

Un’idea regalo originale

Mi sono imbattuta in questo sito per caso e l’ho trovato, oltre che carinissimo, anche molto originale. Etoilez moi è una piattaforma che permette di regalare una stella. Sì, avete capito bene, una stella. Ma non solo. La si può anche battezzare, scegliere la costellazione nella quale inserirla e ricevere a casa il certificato di acquisto.

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Si può acquistare una stella per festeggiare una nascita, un battesimo o un compleanno. Oppure la si può comprare per il proprio lui/la propria lei. Io, personalmente, ho deciso di dedicarne una al mio papà, che da lassù mi protegge, consiglia e segue da oramai quasi 26 anni.

 

 

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E’ così che, andando sul sito, a questo link ho scelto uno degli astri più lucenti, l’ho posizionato nella Costellazione dell’Unicorno, e l’ho battezzato Franco. In pochissimo tempo ho ricevuto il Certificato di battesimo personalizzato e la mappa astronomica che mi consente, quando guardo il cielo, di individuare quella che ho chiamato come il mio papà.

Sul sito, inoltre, è possibile fare la stessa cosa anche per quegli amici a quattro zampe che abbiamo tanto amato e che non sono più con noi. Può sembrare sciocco ai più, io invece lo trovo un pensiero ed un gesto molto carino nei confronti di chi non c’è più. Alzando gli occhi al cielo, si avrà sempre la sensazione che quella stella che tanto scintilla sia la stessa che abbiamo scelto e battezzato in onore di qualcuno, sia esso una persona o il proprio amico fedele.

Tra poco, oltre a quella già “acquistata” e battezzata, ne comprerò ancora due per le mie #Gem. Sì, perché sul sito c’è la possibilità anche di battezzare due stelle vicine, il regalo perfetto per celebrare un’unione speciale come è quella tra sorelle gemelle! Qui ci sono sia le stelle gemelle che quelle per bimbi “singoli”, ma anche astri tutti per noi.

Pensavo, tra l’altro, di aver scoperto qualcosa di nuovo e invece ho poi scoperto che in America regali di questo tipo spopolano già da diversi decenni. L’International Celestial Repertory è un registro ufficiale attraverso il quale si possono identificare le stelle (e le coordinate astronomiche) ed è stato creato negli USA nel 1980. A partire da quella data, quindi, è stato possibile scegliere un astro e battezzarlo, ottenendo poi una carta d’identità specifica per ogni stella, così da renderla non solo unica, ma anche facilmente riconoscibile nella volta celeste.

L’idea è piaciuta così tanto che non solo persone comuni come me hanno scelto di comprarne una, ma anche diverse star a stelle e strisce hanno battezzato degli astri col loro nome. Qualche esempio? Madonna, Kate Winslett, Lady Diana e Michael Jackson.

Per chi è interessato, il link da esplorare è Etoilez moi_regali. I prezzi partono da 39 € e si riceve comodamente a casa il certificato di registrazione della stella battezzata presso l’International Celestial Repertory, la mappa astronomica per localizzare la vostra stella, il fascicolo del vostro battesimo di una stella emesso dall’ICR e una poesia personalizzata. Questa, per altro, è la mia…

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noi donne e mamme

#Resilienza: ovvero dell’imparare a stringere i denti.

resilienzaIn certe occasioni mi sono sentita come un bambù. Avete presente, no, quella pianta che è capace di piegarsi fino all’inverosimile, ma senza spezzarsi? Ecco, a me è capitato svariate volte. Lì per lì non mi rendevo conto di poter raggiungere un angolo ancora più ampio. Anzi, ero convinta che mi sarei spezzata, ridotta in  mille piccoli pezzi.

E invece la forza che c’è dentro ognuno di noi è straordinaria. E dà soddisfazioni inimmaginabili, soprattutto quando ti volti indietro e vedi cosa sei stato in grado di fare.

Avete presente quando tutti (quasi tutti, dai) ti danno dell’inetta, sostenendo che non sai fare nulla, che sei solo un peso, che non meriti nemmeno più quella blanda attenzione che si dedica anche, che so, a un cane per strada? Se non avete presente, tanto meglio per voi. Se invece vi è già capitato, allora potete capire lo stato di prostrazione in cui ci si può trovare. E’ come immergersi nella pece più densa e nera ed essere convinti, convintissimi, di non riuscire ad uscirne mai più. Ma soprattutto ci si convince davvero di essere degli idiota e di non sapere fare nulla.

Poi la vita ti sorprende, dandoti una seconda (o terza, o quarta) opportunità, e scopri che risalire in superficie e scansare i piedi che spingevano per farti affogare non è poi così impossibile.

E’ così che ho scoperto il vero significato di #resilienza. Le potenzialità per resistere, nonostante tutto, sono dentro ognuno di noi. Basta solo respirare a fondo, piangere tutte le lacrime possibili e poi chiudere la porta in faccia a chi ci vuole male.

Il percorso è lungo, difficile e altrettanto doloroso, ma si può fare.

 

Viaggi; Travel Tips

Finlandia, Regione dei Laghi: dove mangiare benissimo!

Come anticipato nel post precedente (che trovate qui), vi segnalo alcuni indirizzi top dove sostare per pranzo, o cena, e assaporare la favolosa cucina finlandese.

Tertti Manor, Mikkeli


La storia di questa tenuta risale al XVI secolo, quando il suo nome appare, per la prima volta, in documenti ufficiali e la sua destinazione d’uso era, evidentemente, molto diversa da quella di oggi. Fattoria bio e organica la tenuta, gestita dalla medesima famiglia da oltre 200 anni, dispone di un proprio orto, un ristorante gourmand, cinque camere, una caffetteria in cui acquistare prodotti home-made. La location suggestiva, l’eccellente ospitalità dei padroni di casa e la freschezza degli ingredienti a KM 0 collocano Tertti Manor tra i migliori indirizzi da scoprire e provare. Cena di tre portate, bevande escluse, costo a persona da 49 €.
Infowww.tertinkartano.fi/en

Cafe Saima, Savonlinna


Lungo la strada che porta al Castello (una delle più antiche della città), in un edificio usato, negli anni, anche come asilo infantile, si trova il Cafe Saima, un piccolo gioiello a due passi dal lago dove, in estate, la veranda si riempie di turisti in attesa di assistere ai concerti del famoso Opera Festival. Al piano superiore, inoltre, i proprietari hanno ricavato sei stanze eleganti e curate nei minimi dettagli che raccontano la loro storia personale di passione e vocazione all’accoglienza a cinque stelle. Perfetto per un pranzo rilassante, tra i piatti imperdibili ci sono il Muikku, piccoli pesciolini di lago fritti che vengono serviti con purè di patate e la zuppa cremosa a base di salmone. Prezzo a persona, bevande escluse, a partire da 23,50 €.
Infowww.kahvilasaima.fi/?lang=en

Ristorante Punkaharju, Punkaharju

Sito all’interno dell’hotel omonimo, questo ristorante è una vera e propria delizia in grado di coinvolgere tutti i sensi in un’esperienza gastronomica (ma non solo) davvero unica. Tutti i piatti, rigorosamente a base di ingredienti locali freschissimi e a KM 0, sono opere d’arte elaborate dal talentuoso chef Mikko Lahtinen, che mixa sapientemente pesce fresco e verdure locali, carne e funghi provenienti dai boschi che circondano la proprietà, erbe organiche e bacche. Usando prodotti e ingredienti stagionali, i piatti proposti dal ristorante non sono mai uguali, ma sempre soggetti alla disponibilità della natura. Unica costante, la sperimentazione. Costo a persona per una cena di tre portate, bevande escluse, da 53 €.
Infohotellipunkaharju.fi/en/restaurant

Ristorante Niinipuu, Puumala


Semplice nell’arredamento, ma eccezionale e da provare, questo ristorante sito sull’isola di Niinisaari, sul Lago di Saimaa, propone piatti tipici della cucina finlandese. Tra i must da non perdere, il salmone affumicato sul momento (che, vi assicuro, ha un sapore che non ha nulla a che vedere con quello che mangiamo a casa!), munavoi (tortini ripieni di riso o crema di patate cotti al forno), insalate fatte in casa a base di patate o pesce. Un’altra chicca di questo luogo idilliaco è la possibilità di scegliere tra 16 cottage differenti in riva al lago, ognuno con spiaggetta privata, sauna e dotato di barca, per vivere da vero finlandese il lago. Il costo dell’affitto del cottage base, per quattro persone, parte da 98 € al giorno, a unità.
Infowww.okkolanlomamokit.com/en

Ristorante Koskivahti, Puumala


Vista spettacolare sul Lago Saimaa, con terrazza a sfioro, e un gustoso e raffinato menu à la carte, questo ristorante (parte del Sahanlahti Resort) è uno dei templi del gusto finlandese da non perdere, nella Regione dei Laghi. Fil rouge della location è l’eco-sostenibilità, oltre ad una sana predilezione per tutto ciò che è bio: dall’uso di ingredienti organici al rigore nell’utilizzo di energia green. Costo a persona per una cena di due portate, bevande escluse, da 38 €.
Infowww.sahanlahtiresort.fi/en

 

 

Viaggi; Travel Tips

Il Sole di Mezzanotte in Finlandia

La Finlandia è una scoperta sempre nuova e affascinante. Nonostante abbia avuto modo di visitare Helsinki più volte, devo però ammettere che sono la natura incontaminata, la pace che vi si respira e le atmosfere quasi fuori dal tempo che mi affascinano maggiormente. Qui vi racconto la mia recente esperienza nella Regione dei Laghi (in particolare quello, immenso, di Saimaa, il più grande della Finlandia), un enorme agglomerato dalle mille sfumature di blu incastonato nel verde dei boschi finlandesi. Alla bellezza dei panorami, poi, devo aggiungere un’esperienza unica ed indimenticabile: il Sole di Mezzanotte. Quel fenomeno naturale che per noi italiani è quasi impossibile da credere, ma che esiste (e si palesa) davvero. Ma andiamo con ordine.

Cosa fare e vedere nella zona di Saimaa

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La foca dagli anelli

  • Crociere sul lago per avvistare le foche dagli anelli
    Ci sono numerose compagnie che propongono attività di questo tipo e molti hotel che offrono le crociere come parte dei loro servizi. Uno di questi è l’Hotel & Spa Resort Järvisydän, una struttura meravigliosa, risalente al XVII secolo e gestito dai discendenti della famiglia dell’epoca, affacciato sulle sponde del Lago Saimaa. Si parte dal pontile dell’hotel accompagnati da una guida esperta, a bordo di una piccola imbarcazione di legno. Direzione Linnansaari National Park, nelle cui acque abitano circa 50 esemplari delle foche degli anelli. Scopo del gioco è cercare di avvistare questi animaletti che, però, trattandosi di specie selvatica, non è detto si palesino. La crociera, ideale anche per gli appassionati di bird-watching, dura all’incirca tre ore ed è allietata anche da tè, caffè e piccole soste interessanti durante le quali si ammirano anche i magnifici cottage estivi a bordo lago che tra i finlandesi sono un vero e proprio must. L’attività (disponibile nella stagione estiva) costa 79 € per gli adulti e 39,50 € per i bambini dai 4 ai 12 anni).

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Il negozio all’interno della Teahouse @AnnalisaCostantino

  • Degustazione di tè alla Teahouse di Wehmais
    Questa è l’unica “tea room” di tutta la Finlandia specializzata in tè inglesi. Inserita all’interno di un’antica tenuta di campagna, elegantemente arredata e con un delizioso negozio interno pieno di meraviglie, tutta da comprare, qui si ha la possibilità di seguire sessioni di degustazione di tè (ne hanno oltre 100 tipi diversi) “accompagnati” da Anna, prima sommelier di tè di tutta la Finlandia, abbinati a golosità insolite. Un’esperienza davvero unica, che vi consiglio caldamente di provare.
  • Sauna, sauna, sauna (ma anche Spa…)
    Chi dice Finlandia, dice sauna. In un modo o nell’altro c’è un legame praticamente indissolubile, per ovvie ragioni. La sauna non è solo un passatempo, o un hobby o un’attività. È, invece, un elemento della cultura finlandese. Oltre che un rito per purificare mente, corpo e spirito. In sauna ci si va insieme, si discute, si fanno addirittura affari. Se devo essere totalmente sincera, io ho provato. Giuro che ho tentato, ma non è proprio un qualcosa che fa per me. Comunque, nella Regione del Lago Saimaa, ce ne sono alcune veramente top.

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L’accesso al lago dalla sauna del Kyyhkylä Manor | Sole di Mezzanotte

Sauna indoor e by the lake al Kyyhkylä Manor
Semplice, ma accogliente, questo hotel dispone di un centro wellness (e riabilitativo) con diverse tipologie di bagni di vapore e di un cottage attrezzato per saune in riva al lago. Per godere appieno dei benefici, infatti, è prassi rimanere dentro la sauna per un tempo che può variare dai 30 minuti a ben oltre e, poi, tuffarsi nelle acque del lago per riequilibrare la temperatura corporea, rinfrescarsi e liberarsi dalle tossine. La prima notte in terra finlandese l’ho trascorsa qui. Mi era stata assegnata una camera spaziosa, semplice, ma molto gradevole, con un balcone affacciato sul bosco e una vista insuperabile sul (non) tramonto del sole. Seduta ad ammirare il panorama, non riuscivo (e non riesco tuttora) a capacitarmi di come, allo scoccare della mezzanotte, la luce fosse ancora forte e vivida come appena tre ore prima. E così sarebbe stato per tutta la notte. E per quelle a venire.

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Vista della piscina della Lake Spa

La Lake Spa del Järvisydän
Vero e proprio centro benessere super-attrezzato (e con un menu di massaggi di tutto rispetto), l’area wellness dell’Hotel & Spa Resort Järvisydän è un gioiello incastonato nella roccia, letteralmente. Ricavata dentro blocchi di pietra, la Lake Spa è un tutt’uno con il prospiciente Lago Saimaa, grazie al sapiente gioco di vetrate a tutto campo che vi si affacciano. Diverse le tipologie di sauna: da quella tradizionale alla smoke sauna a quella steam. Nel centro della spa, inoltre, si trova una piscina, ideale per rinfrescarsi. Ma per i veri cultori, la tradizione si segue uscendo dalla struttura e tuffandosi nelle acque del lago. 

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L’interno della sauna dell’Hotel Punkaharju

Sauna yoga all’Hotel Punkaharju
Quella che si definisce idea semplice, ma geniale, la sauna yoga è un mix di esercizi rilassanti e bagno di vapore, in un ambiente con temperatura costante di 50°C. I movimenti dello yoga consentono di liberarsi delle tensioni e di rilassare la mente. Un modo, quindi, di rafforzare ulteriormente i benefici già noti della sauna. La sessione di yoga dura circa 30 minuti, durante i quali si eseguono 6 posizioni che rafforzano e allungano i muscoli e migliorano la posizione della spina dorsale. Benefici indiscussi anche per metabolismo, circolazione sanguigna e qualità del sonno.

Sauna a fumo al Sahanlahti Resort
Non solo pratica, ma anche teoria. Sì, perché al Sahanlahti Resort si impara anche a preparare, in autonomia, il mazzo di rami di betulla, quello strano aggeggio che i finlandesi usano per colpirsi delicatamente la pelle e che aiuta la circolazione sanguigna, pulisce il derma e ha un sacco di altre proprietà benefiche. Dopo aver creato il proprio mazzo, si entra nell’esperienza vera e propria. Per rinfrescarsi dopo la sudata, ci si può tuffare nel lago oppure preferire la piccola vasca sulla terrazza, magari in compagnia di un buon bicchiere di vino. A seguire, perché no, una gustosa degustazione di salsicce cotte sul falò.
Curiosità: Si dice (e pare proprio che sia vero) che in Finlandia ci siano così tante saune che tutte la popolazione potrebbe farla contemporaneamente. Ci sono saune praticamente ovunque: nei cottage, nelle case, nelle piscine, su autobus e barche e persino nelle biblioteche.

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Il Castello di Olavinlinna a Savonlinna

  • Castello di Olavinlinna e Museo di Riihisaari
    La città di Savonlinna ospita molti tesori, ma i più famosi sono certamente il suo castello medievale e il museo che racconta la natura, la storia della città e la vita dei suoi abitanti, così come veniva condotta nel passato. Il Castello di Olavinlinna, imponente e austero, ospita ogni anno il Festival dell’Opera. La prossima edizione sarà dedicata a Giuseppe Verdi e vedrà anche l’esibizione del Teatro alla Scala di Milano.

Dove dormire
Kyyhkylä Manor
camera doppia a partire da 120 € a notte, colazione compresa.

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L’esterno dell’Hotel & Spa Resort Järvisydän

Hotel & Spa Resort Järvisydän: camera doppia con sauna privata, salottino, angolo cottura, colazione inclusa, a partire da 153 € a persona, a notte.

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La mia camera all’Hotel Punkaharju

Hotel Punkaharju: camera doppia, a notte, da 185 €, colazione compresa.

Sahanlahti Resort: camera doppia, a notte, da 100 €, colazione compresa.

Nel prossimo post, infine, vi racconterò dove mangiare (benissimo) le migliori specialità finlandesi.

Informazioni utili
Ente del Turismo della Finlandia
www.visitfinland.com/it
Ente del Turismo della Regione di Saimaawww.visitsaimaa.fi/en

Come arrivare
Con Finnair (voli da Milano Malpensa, Roma Fiumicino e Venezia) voli a/r a partire da 218 € (tariffa web).
Collegamento ferroviario dall’aeroporto di Helsinki Vantaa a Mikkeli (biglietto a/r costo circa 67 €). Orari e tariffe alla pagina di prenotazione del servizio www.vr.fi/cs/vr/en

noi donne e mamme

Le donne e lo stress

Alzi la mano chi, almeno una volta nella vita, non ha detto “sono stressata”. Sono sicura che siamo in tante, vero? Bene, siamo tutte in buona compagnia. Secondo un sondaggio le donne italiane sono le più stressate d’Europa.
Multitasking Stressed Business Woman in Office Work Place. Vector illustrationDati alla mano, la ricerca ci informa che il 59% delle donne tra i 18 e i 60 anni manifestano uno o più sintomi di stress (come, per esempio, caduta libera dell’attenzione, insonnia, sbalzi d’umore).
Stress che è legato alla mancanza di tempo per sé, alle troppe incombenze da gestire (lavoro, casa, figli…). Lo stesso sondaggio rivela che in Francia la percentuale è del 51%, mentre in Germania le donne stressate raggiungono il 44% delle intervistate.
Le donne italiane più stressate? Le manager e le professioniste (45%).
Una soluzione, però, sembrerebbe esserci. Ed è quella di affidarsi (e sapersi organizzare) alle famigerate To Do List, ovvero il classico elenco delle cose da fare.
Viviana Grunert, cofondatrice della Bruno Editore, ha fatto un intervento interessante, nel quale ha affermato che coniugare lavoro, vita privata, casa e figli sta diventando una sorta di lavoro nel lavoro, qualcosa di sempre più difficile, anche a fronte del crescente impegno a livello occupazionale delle donne.
Incarichi impegnativi, reti relazionali, sport, hobby e molto altro ancora punteggiano la vita e la quotidianità di noi donne. Secondo la Grunert, però, conciliare tutto è possibile. Proprio grazie alle To Do List, che permettono di organizzarsi, scandendo in modo preciso gli impegni della giornata.
Sulla sua boutique online VGFlowerStudio (http://boutique.vivianagrunert.it), Viviana mette a disposizione le Flower ToDo List, proprio quelle che usa lei e che, dice, l’hanno aiutata a non impazzire. Ed è così che, una semplice lista, permette di gestire la spesa, i viaggi, i progetti e tutto ciò che riempie le nostre giornate infinite.
Non so quanto possa funzionare per me. Voi cosa ne pensate?
Io ci ho provato, più e più volte, ad aiutarmi con tracce di ogni genere, una su tutte quella relativa alle spese di casa… Ad un certo punto, usavo talmente tanti quadernetti che avevo perso il filo e dovevo ricominciare tutto daccapo.
Per non parlare dei post-it. Era tutto un appiccicare annotazioni, cose da ricordare, cose da fare, ovunque, tanto che ad un certo punto mi sembrava di essere in un negozio di cartoleria. Un disastro.
Il principio che sta dietro alla To Do List è ottimo e utilissimo, ma quando hai due gemelle che ti scorrazzano intorno (o dei figli, ovviamente), che richiedono la tua attenzione, che ti si aggrappano al braccio mentre tu tenti, invano, di scrivere cose sensate in un italiano comprensibile, allora abbandoni anche il proposito della lista delle cose da fare.
Chi vivrà vedrà e Dio provvederà. Alla faccia dello stress.
Focus sui bimbi

Finalmente c’è Solly… e per voi lettrici è scontato!

SOLLY SCATOLA BUSTINELe mamme lo sanno, eccome se lo sanno: quando si vive il periodo dello spannolinamento, ma anche prima, quando si è in giro e si spera di poter fare due passi in tutta tranquillità, capita che ai bambini scappi nel momento meno opportuno. O quando proprio meno te lo aspetti. Supponiamo, per esempio, che abbiate deciso di fare un giro per negozi. Supponiamo, anche, che abbiate implorato i vostri figli di fare la pipì prima di uscire di casa o che li abbiate cambiati prima di mettervi in auto, se ancora portano il pannolone.

Bene, ciò premesso, statene certe, accadrà sempre qualcosa prima o poi. Sempre. Che un po’ di pipì esca dal pannolone o, peggio, che un po’ di pupù faccia disastri su body e canottiere. Ricordo ancora quella volta che le portai al parco in un caldo, afoso pomeriggio d’estate. Ad un certo punto, mentre stavamo giocando a raccogliere le ghiande, Ludo urlo “mamma, mi scappa!”. E no, care mie, non era la pipì. Fu una corsa rocambolesca per riuscire a trovare un angolino appartato. Tutto un cercare fazzolettini di carta e salviettine detergenti. L’angolino appartato non lo trovammo. E i fazzolettini a supporto finirono presto.

Ripeto: suppongo sia successo a tutte voi. Completato il disastro, che fare? Mutandine inutilizzabili, oltre che sporche e super-puzzolenti. Poco male, si lavano, pensai. Ma come riportarle a casa senza combinare guai ulteriori? La soluzione più democratica per il mio olfatto fu di buttarle nel bagagliaio dell’auto, spingendo sull’acceleratore a tutta velocità. Ma i miasmi trovarono il modo di raggiungermi comunque.

All’epoca non esisteva Solly. Se ci fosse stato, quei problemi non li avrei sperimentati. E ora vi spiego perché.

Solly è un alleato tanto piccolo quanto potente. Si tratta di una bustina idrosolubile, ideale per riporvi gli indumenti sporchi che, una volta arrivate a casa, caccerete direttamente in lavatrice. Sì, avete capito bene, tutta la busta è adatta ad essere messa direttamente nella lavabiancheria proprio perché, durante il ciclo di lavaggio, si scioglie senza lasciare traccia. Nonostante ciò, però, grazie alla sua formula e all’affetto barriera, gli odori rimangono proprio lì dove li vorreste: dentro il sacchetto.

Solly, lanciata dall’azienda italiana GM sas – Milano, funziona benissimo per bambini da 0 a 6 anni d’età, è antibatterica, atossica e anallergica. E assicura un effetto anti-odore. Le fuoriuscite di pupù e pipì non sono più una minaccia.

Le buste-involucro Solly sono solubili e bio-degradabili in ambiente umido e quindi, a tutti gli effetti, possono essere definite eco-sostenibili. 

Una scatola costa 30 € e contiene 20 pezzi. Per le lettrici e i lettori del mio blog, però, l’azienda mette a disposizione uno sconto del 3%.

Ottenerlo è semplice: basta cliccare sul seguente link Solly sacchetti idrosolubili per biancheria e inserire il codice sconto 01SUPERMAMMA