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Sconvolgimenti percettivi, gustativi e di routine.

Le prime settimane per me sono state le migliori: dormivo ovunque e di un sonno profondo. Sul treno, in bagno, sulla metro, non potevo appoggiarmi o sedermi che cadevo in un sonno profondo senza sogni. Ebbene si, se l’avessi saputo (come sarebbe stato dopo), mi sarei goduta maggiormente quelle settimane.

Eh si, perché tempo un mese, la sonnolenza continua é passata e in compenso sono iniziate le nausee. Devastanti, continue.

Immagino che molte di voi abbiano bene in mente la tremenda sensazione di non poter nemmeno sentire certi odori/aromi, figuriamoci fare altro.

Ho sempre bevuto caffè. Beh, dopo il primo mese ho iniziato a odiarlo: non solo il sapore, ma anche l’odore del caffè mi faceva stare male!

Non parliamo poi della percezione diametralmente opposta dei sapori: piatti che prima erano paradisiaci, ora mi facevano venire i conati solo alla vista. Unica nota simil-positiva di tutto ciò è che, nei primi quattro mesi passati a mangiare (poco) e a rivedere (molto) quello che avevo appena finito di mangiare, anziché ingrassare ho perso ben tre chili. Con somma gioia della mia ginecologa.

Il problema è stato gestire la situazione in ufficio, dove ancora non avevo comunicato la lieta novella. E allora, dietro consiglio della ginecologa, è stato tutto un prendere una bustina via l’altra di Biochetasi…con risultati scarsi, per non dire scarsissimi.

Fatevene una ragione: se siete predisposte a soffrire di nausee gravidiche non c’è nulla da fare. Si deve solo aver pazienza; prima o poi, passano…

Altra esperienza che penso mai più mi capiterà è quella di percepire sempre tutto al contrario: a me pareva di viaggiare su una soffice nuvola rosa, con gli estranei intorno a me che mi sorridevano bonari, ben disposti nei miei confronti. Il che è vero fintanto che non sali su un qualsiasi mezzo di trasporto nell’ora di punta. A quel punto, i “bonari” diventano belve che ti guardano come se volessi rubare loro il portafoglio, anziché reclamare semplicemente un posto a sedere. Per fortuna comunque non è qualcosa che succede sempre…

E che dire di quando vai al supermercato? Penso sia capitato anche a voi di fare la coda nella fila riservata alle donne incinte. Se davanti a me c’era un’altra futura mamma, allora ok alla coda. Ma spesso mi è capitato di dover aspettare in fila dietro a uomini (interessante vero?) o a ragazzi. Che mi guardavano, notavano la pancia e facevano bellamente finta di nulla. A quel punto fissavo la cassiera con insistenza per avere quella precedenza che era mia pieno diritto. Non vi dico gli sguardi feroci e disgustati degli ometti costretti a lasciarmi il posto. Ma io dico, cin altre 20 casse, proprio qui ti devi mettere?!

E come questi, potrei farne altri mille di esempi.

Una delle cose che più mi ha sconvolto la vita di tutti i giorni, poi, è stata la cura con cui ho dovuto fare attenzione agli alimenti. Essendo negativa alla toxoplasmosi dovevo prestare attenzione a tanti alimenti che ho sempre dato per scontato: dal prosciutto crudo all’insalata.

Capirete senz’altro la seccatura di dover sempre chiedere piatti a parte anche quando ordinavo una semplice pizza. Ormai ovunque guarniscono primi e secondi con foglie di prezzemolo o di rucola.

Detto così, sembra che abbia vissuto un calvario. No, se avessi saputo che il calvario sarebbe arrivato dopo, mi sarei goduta molto di più quei primi mesi. Pesanti, certo, ma nulla in confronto a ciò che avrei dovuto passare dopo.

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