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Quando anche il cane ti evita e non puoi uscire di casa come vorresti

Fiori, fiori, fiori
Fiori, fiori, fiori…e Flash

Benché a me la solitudine sia sempre piaciuta, vuoi perché sono figlia unica quindi abituata a starmene per conto mio, vuoi perché sono nata sotto il segno del Capricorno, ascendente Cancro, tuttavia arriva un momento in cui, anche per un’isola come me, ci si rompe le scatole della propria unica ed esclusiva compagnia.

Libri, programmi TV, riviste, giochi, cellulare diventano palliativi che, a lungo andare, non bastano più a sopperire la mancanza, banalmente, di qualcuno con cui parlare. Anche il cane, con tutto l’amore che provo per lui, è un compagno ben poco loquace. E anche lui, a dirla tutta, si era stufato di stare tutto il giorno sul divano o a letto, preferendomi la caccia alle lucertole in giardino.

Ad un certo punto ho dovuto, gioco forza, trovare un modo per sopravvivere alla noia mortale che rischiava di pervadermi del tutto. Cosa fare allora? Ecco, io ho trovato forza e divertimento in queste attività.

  1. Telefonare ad amici e parenti. Banale, ma efficacie. Durante i mesi che ho trascorso a casa la compagnia telefonica (fisso e cellulare) ha guadagnato quello che mai ho spesso in anni e anni di abbonamento. Chiamate fiume, chilometriche, per parlare di tutto e di niente. Disturbando a tutte le ore del mattino e del pomeriggio. Roba che se lo facessero a me, ora che sono tornata a lavorare, ci scapperebbe un bell’improperio. Eppure, sentire la voce di qualcuno, che non fosse un abbaiare od occasionali discorsi percepiti dai passanti per strada, è stato un vero toccasana. Ci si accontenta di poco, ad un certo punto.
  2. Sfogliare cataloghi di abiti, accessori, arredamento, annessi e connessi per neonati. Avevo fatto incetta di cataloghi di ogni genere e fattura. Nei mesi precedenti il parto ho dato fondo a tutta la “cartografia” possibile e immaginabile di ogni ditta e società che proponessero articoli per bambini. Mi sono fatta una cultura tra lettini, parure coordinate per i letti, body e tutine, abitini, passeggini, giochi e peluche. Magra consolazione, forse, ma vi assicuro che, ogni volta che arrivava a casa il catalogo della Prénatal o le newsletter cui ero iscritta, era come ricevere in dono uno sguardo sul mondo esterno.
  3. Preparare la scatola dei ricordi delle bimbe. Ecco un’idea carina per la future mamme. Avete mai pensato che, quando saranno grandi, i vostri figli probabilmente vorranno sapere tutto del periodo in cui sono nati? Almeno, io che sono sempre stata curiosa, avrei voluto avere una scatola dalla quale attingere alle informazioni, ai fatti di cronaca e ad altre curiosità accadute nel gennaio del 1979. Allora, ho pensato che anche alle bimbe avrebbe potuto far piacere. Per cui ho compilato una lista delle cose imperdibili da inserire nelle “magic-box”: il primo body indossato, il primo ciuccio, una selezione di quotidiani pubblicati il giorno della nascita, le prime calze, le foto delle ecografie e della mia panciona che avanzava giorno dopo giorno, il primo cappellino e così via. Sembra una banalità, forse lo è. Ma in ogni caso, mi ha tenuto occupata per un pò, permettendomi di trascorrere del tempo senza pensare al fatto che tutti uscivano tranquillamente e io non potevo
  4. Fare shopping online. Forse avrei dovuto metterlo come primo punto della lista. Per una shopping-addicted come me, questa è stata una delle cose che più mi hanno pesato: non poter uscire a fare incetta di qualunque “baby-cosa” mi capitasse tra le mani. Ma a tutto c’è rimedio! Un buon collegamento internet e la carta di credito a portata di mano, permette di comprare a più non posso comodamente (e noiosamente) seduti sul divano di casa propria. E se poi la consegna a casa è gratuita, allora BINGO! Si risparmia anche qualcosina.
  5. Imparare qualcosa di nuovo o approfondire un argomento. Mi sarebbe piaciuto studiare una lingua, magari l’arabo. Certo è che, a casa e da sola, avevo ben poche possibilità di destreggiarmi tra suoni astrusi e grammatica da film horror. Per cui ho ripiegato sul più semplice mondo del web, mia grande passione. Ho letto finalmente, dopo anni chiuso in un cassetto, il libro Web 2.0 di Luca Grivet Foiaia. E’ un manuale davvero molto interessante, con analisi approfondite e informazioni per nulla scontate.
  6. Sedersi al sole e rilassarsi ascoltando i suoni della natura. Per chi ha un bel giardino, o magari anche solo uno spazio privato fuori di casa, questa è davvero una enorme fortuna. Per me, era come andare in vacanza su un’isola caraibica. Poter mettere il naso fuori, annusando i profumi della primavera e scaldandomi al tepore del sole del primo mattino, era una gioia incredibile. Senza considerare il fatto che, anche se il povero cane mi evitava in casa, fuori aveva meno possibilità! Quante volte l’ho costretto a stare sdraiato con me sul lettino, e a farsi spazzolare… Ora, ogni volta che agito la spazzola in aria, scappa via spaventato. Povero Flash!
  7. Scattare selfie all’impazzata. Non avendo molto altro da fare, mi sono ripresa in tutti i modi possibili. Dai piedi gonfi, alla panciona. Di fianco, sdraiata, seduta. Ho realizzato un vero e proprio reportage fotografico della balenottera azzurra che ero diventata. E il trash di tutto ciò era che poi inviavo le foto a raffica a mio marito (che era al lavoro), arrabbiandomi non poco se non commentava immediatamente. Ma quando si è incinta, ci si può permettere anche di queste stranezze. Potere degli ormoni.
  8. Invitare gli amici a casa. Nello specifico, una delle mie più care amiche mi è stata vicina, con la pazienza e la leggerezza che le sono proprie. Attilia veniva a trovarmi a cadenza regolare, una volta a settimana. E, cosa magnifica, portava sempre dei dolcetti con lei. Sembrava di festeggiare ogni settimana il compleanno. Oltre a ricevere notizie dal mondo esterno, di cui ero molto più che affamata, avevo finalmente la possibilità di aprirmi con qualcuno in grado di ascoltare, non sentire, ascoltare e non dare consigli né giudizi.
  9. Curare i fiori e le piante. Da anni ormai mi sono scoperta col pollice verde. In casa, nel giardino e sul balcone ho miriadi di fiori, piante, composizioni. Le ho sempre curate, ma in quei mesi ho avuto modo di prendermene cura ancora di più. Sono diventata la regina della potatura e della pulizia di gerani, rose, yucca, ficus benjamin, azalee. Unico intralcio, i guanti in lattice che dovevo scrupolosamente indossare ogni volta, per via della toxoplasmosi. Avere il contatto diretto con le piante è tutta un’altra cosa, ma tant’è.
  10. Vedere e rivedere la serie completa di Don Camillo in DVD. E sì, sono una fan sfegatata di Don Camillo. Mi è sempre piaciuto, mi fa sbellicare dalle risate, mi rende felice. E allora, via alla visione continua, maniacale, appassionata dei DVD, uno dopo l’altro, come in una maratona impazzita di binge watching. Fino alla fine, fino alla nausea.
I love shopping @home
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