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Festa della Mamma, cosa vorrei

festa-della-mamma-2012-consigliLa mia prima festa della mamma. L’anno scorso le nanette non erano ancora nate (in realtà mancavano pochi giorni, ma non lo sapevo), per cui è passata senza proferir verbo alcuno.

Quest’anno, invece, entro a pieno titolo tra le donne a cui di questa festa non importa nulla, ma che non vogliono perdersi l’opportunità di un bel regalo!

Non so se l’avete notato, mammine care, ma da quando i piccoli entrano in casa, voi non contate più niente. Non esiste più festività che venga festeggiata a dovere. Io, per esempio, ho sempre ricevuto valanghe di regali: a Natale, a Pasqua, per l’onomastico, per il compleanno. Da quando sono arrivate loro, niente. Silenzio stampa. Fatta eccezione per mio marito e la mia sempre presente mamma, tutti gli altri si sono “giustificati” dicendo che “ormai ci sono loro! Mica vorrai ricevere dei regali anche tu!”

No no, per carità. Ovvio che con due bambine le spese raddoppiano, per cui va bene così. Ma siccome amo alla follia l’aprire i pacchetti e scoprire cosa contengono, questa festa puramente commerciale proprio non me la voglio perdere!

Quindi, caro Andrea, se leggerai questo post, non fare lo gnorri. Prendi invece carta e penna e segnati la mia wishlist!

  1. Una cena, per due. Come vorrei poter avere almeno due ore di tranquillità, senza urla, pianti disperati (perché, poi, rimane un mistero), cacche e pannoloni puzzolenti che nemmeno nelle peggiori discariche del mondo puoi sentire una puzza così! Mi piacerebbe sedermi ad un tavolo elegantemente apparecchiato, ordinare un buon vino rosso e qualche piatto gustoso. Chiudere gli occhi e sentire solo il chiacchiericcio di sottofondo degli altri commensali. Due ore potrebbero bastare per rimettermi in sesto e tornare a casa più carica di prima. L’ultima volta che siamo usciti per cena, siamo corsi al McDonald’s (è vicino a casa e veloce nel servizio), abbiamo ordinato al volo (gli hamburger praticamente ce li hanno tirati direttamente sul tavolo più vicino), ci siamo ingozzati peggio che con l’imbuto, abbiamo trangugiato le patatine tutte intere per non perdere tempo e lappato le bevande a tutta velocità. Per tornare a casa e scoprire che le pesti, per una volta, dormivano senza proferir verbo.
  2. Stella di mamma Le Bebè. Sono un’appassionata di collane e ciondoli. Anche di anelli, certo. Ma in mancanza dei cavalli, anche gli asini possono trottare. Senza nulla togliere agli asini, eh! Comunque, questo ciondolo mi strapiace. E’ significativo (dentro la stella si trovano due bimbi stilizzati), non impegnativo e molto, molto simbolico dell’amore di una mamma per i suoi piccoli. Ok, non serve un ciondolo per ricordarlo, ma se arriva mica lo rifiuto! E poi, parte del ricavato viene devoluto all’associazione Telefono Azzurro.
  3. Vivere con i gemelli. Piccola guida alla sopravvivenza. Abbassiamo le pretese, va. Anche un libro può andare. E’ meglio e più facilmente ottenibile. Nonostante ormai sia quasi rodata (le trigotte stanno per raggiungere il traguardo dell’anno), ogni giorno è una scoperta, un’emozione nuova, un problema nel problema. Non fraintendetemi. Sono la mamma più felice del mondo. Ma se non hai provato a dover gestire contemporaneamente due scimmie urlatrici che piangono, urlano, scappano in tutte le direzioni, sputacchiano la pappa e molto altro ancora, praticamente in contemporanea, allora non hai idea del delirio e dell’inferno che si scatenano talvolta in casa e delle tendenze suicide che mi colgono all’improvviso. Subito sedate da un buon auto-controllo.
  4. Un dolce a forma di cuore, con tanto cioccolato (meglio se Nutella) e fragole. E qui, direi che si passa dalla Ferrari all’Ape Car… Va beh, dai, io amo i dolci, adoro il cioccolato e, in abbinata con le fragole, facciamo proprio il botto. Questa si può fare, che ne dici Andrea? Mal che vada, se non lo trovi già confezionato, puoi sempre prepararlo tu, un dolce così. In questo modo, per la prossima festa della mamma potrà avere qualcosa da mangiare.
  5. 10 minuti per me, seduta sulla sdraio in terrazza. E con questo, direi che le aspettative sono crollate miseramente, ma almeno credo che ce la possiamo fare. Voglio poter stare seduta all’ombra, a guardare il niente, senza sentire assolutamente nulla. Ti devi occupare tu delle bambine. Il che significa che, in quei 10 minuti, non deve esplodere la cucina, i mobili della sala devono essere lasciati così come sono, i soprammobili non devono essere ridotti in polvere, ma soprattutto e cosa più importante, al mio rientro in casa le bambine devono ancora avere la testa intera. Che dici, Andrea, ce la puoi fare?

Buona Festa della Mamma a tutte voi.

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