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I mesi a Bra (Piemonte)

Dopo l’agosto anomalo trascorso per metà a casa e per una minima parte al mare, io e le nanette ci siamo trasferite in blocco da mia mamma a Bra. Ho sempre odiato Bra: per la sua aria provincialotta, per le scarse opportunità di divertimento (una volta vissuta New York, nessuna città regge il paragone), per la voglia di fuga che caratterizza un pò tutti i giovani. Ho cominciato a ri-apprezzarla solo dopo, quando me ne ero andata, e tornare a Bra era un pò come rientrare in un porto sicuro, banale e scontato se vogliamo, ma conosciuto e dove mi sentivo accolta. I mesi trascorsi a Bra mi hanno permesso di rivivere appieno la mia famiglia (che nel corso degli anni mi era mancata sempre di più), riscoprire i luoghi della mia infanzia, farli conoscere alle gemelle.

La Zizzola, simbolo di Bra. Photocredit Tino Gerbaldo
La Zizzola, simbolo di Bra.
Photocredit Tino Gerbaldo

Certo, la gestione quotidiana è stata dura, durissima anzi. Essendo solo io e nonna Tox a star dietro alle bimbe, non avevamo praticamente mai un minuto per noi stesse. Un attimo di relax in cui chiudere gli occhi e pensare ad altro. Ogni notte ci alzavamo in coppia e ogni mattina, al risveglio, pensavamo entrambe a quanto fossimo stanche. Ma felici. Sì, perchè quei mesi a Bra rimarranno sempre nel mio cuore e nel cassetto dei ricordi speciali della mia vita. Mi spiace solo che le bambine nulla ricorderanno di quel periodo. Ma ci sarò io a ricordarglielo un giorno. A ricordare tutti i sacrifici che la nonna ha fatto per loro, svolgendo il compito di mamma-bis, prendendosene cura ogni attimo, ogni istante. Ricordi faticosi, certo, ma anche bellissimi. Come il primo sorriso, la prima parola (senza senso, ma pur sempre parola), la prima volta che si sono tirate su a tartarughina. Sono tutte esperienze indimenticabili che mai nessuno ci potrà togliere.

Ed è stato anche bello tenere le bimbe con me, nella mia ex-cameretta (dove a onor del vero ci sono ancora tutte le mie cose a prendere polvere), vivere quello spazio che nel corso degli anni è stato angolo dei giochi, spazio dello studio, della lettura, angolo del pianto. E che poi è diventato un porto della gioia. Come se, nel corso della mia esistenza, circumnavigando il mare delle esperienze, il mio destino abbia scritto per me il ritorno alla base. Seppur non definitivo. Ma pur sempre un ritorno al punto di origine cui sai che, in qualsiasi momento, puoi tornare e ricevere ristoro.

Ci sono luoghi dell’anima che scatenano sensazioni forti. Bra è uno di quelli. Ogni volta che ci torno con le bambine, ora, percorro la salita degli orti con un senso di gioia e trepidazione. E alle bambine piace! E poi è un modo per riunire la famiglia e dar modo ai miei cari di vivere le piccolette. Ogni visita a Bra ha le sue tappe fisse: la sosta dalla nonna-bis (che in realtà è la mia prozia, ma che io considero una seconda nonna a tutti gli effetti) e dal nonno-bis (il mio prozio), la passeggiata nel quartiere per salutare i vicini di casa, Federica del bar, il signor Ivo dell’edicola (tifoso DOC dei viola, con cui faccio sempre finta di litigare per via della rivalità insanabile Juve-Fiorentina), per poi proseguire verso il centro, a salutare conoscenti e commercianti. Tutta gente che conosco da una vita e che ogni volta che incontro è come se ci fossimo lasciati il giorno prima. La domenica, poi, pranzo da mio zio, con la famiglia riunita. Pranzo che non è mai leggero, ma sempre super-elaborato come se si festeggiasse una ricorrenza o un compleanno. E forse è così. Festeggiamo la gioia di ritrovarci, con due new-entry in più.

Essere sradicati dalle proprie radici ha il suo peso. L’ho scelto io, certo, ma ogni tanto mi fa bene tornare a Casa a ricaricarmi. Il mio desiderio più grande è che le bambine non dimentichino mai da dove viene la mamma. Quali ambienti ha vissuto. Vorrei, insomma, che si sentissero un pò anche loro piemontesi (sabaude!). Perché, se è vero che ogni uomo è sé stesso ovunque, secondo me lo è di più là dove trae origine.

Ah, dimenticavo, siccome l’aria lombarda la respirano già da un pò troppe settimane, oggi si parte. Alla volta di Bra, naturalmente!

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