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La mia India

Ho sempre desiderato scoprire l’India, questo immenso paese che promette incredibili emozioni. Lontano, esotico, ricchissimo di bellezze architettoniche e paesaggistiche. Più di tutte le altre città, Agra è quella che per la sua storia mi affascinava maggiormente. Decido di coinvolgere in quest’avventura mio marito e finalmente eccoci qui! Arriviamo ad Agra Khajurahoin un’assolata giornata estiva, dopo un lunghissimo trasferimento in auto da Khajuraho. Immediatamente, vengo proiettata in un altro mondo. Guardandomi intorno, la percezione è che il tempo si sia fermato ai tempi del grande imperatore Shah Jahan, che fece costruire il più famoso emblema dell’amore che dura per sempre: il Taj Mahal. Giusto il tempo di posare le valigie in hotel, il Taj View, e si parte in macchina alla volta del mausoleo, prima tappa del nostro soggiorno ad Agra. Il percorso è una simpatica gimcana tra carretti stracolmi di manufatti di tutti i tipi, veicoli improbabili, donne in variopinti sari colorati, animali che vagano liberamente per strada: dalle mucche sacre alle caprette ai cani. L’autista, in un inglese stentato, ci racconta che in tutta l’India è così, le strade sono di tutti! Certo, mi dico, perché dovrei stupirmi? Esattamente come a Milano… Imbocchiamo un’ampia strada alberata e finalmente scorgo imponenti colonne di marmo svettanti, di un bianco abbacinante, sormontate da un’elegante cupola. L’emozione che provo

Andrea ed io al Taj Mahal
Andrea ed io al Taj Mahal

percorrendo il viale che conduce al monumento è indescrivibile. Facciamo la fila per farci immortalare su quella che, a detta della guida, è la panchina su cui si è seduta Lady Diana durante la sua visita al Taj Mahal. All’interno, poi, è tutto ancora più bello ed emozionante, dalle decorazioni ad intarsio, arricchite di preziose gemme ai pavimenti riccamente ornati. Nonostante la moltitudine di visitatori, regna un silenzio che ha un che di sovrannaturale. Nessuno osa disturbare la principessa che vi riposa, la leggendaria Mumtaz Mahal. All’uscita puntiamo verso un piccolo chiosco per una bibita dissetante. La canicola è opprimente. Prossima tappa, il Forte Rosso, Lal Qila. Per arrivarci scarpiniamo per qualche centinaio di metri lungo una strada in salita, attenti a non rimanere bloccati in mezzo alla folla multicolore e alle mucche che passeggiano tranquille. Imponente e maestoso, il Forte Rosso sorge in perfetta contrapposizione al Taj Mahal. Entrando dalla Porta di Lahore, l’ingresso principale, non posso non notare il fascino semplice e lineare di questa fortificazione, in netto contrasto con il mausoleo riccamente intarsiato che abbiamo appena lasciato. Troviamo un angolino libero e ci sediamo sotto i portici del Diwan-i-am, il padiglione utilizzato anticamente per le udienze imperiali. La guida ci fa notare che è ora di pranzo. Raggiungiamo a fatica, in mezzo al traffico sempre più caotico, uno dei tanti ristorantini locali che invadono il centro di Agra. Il Dasaprakash è piccolo, confortevole e offre un’ampia scelta di piatti della tradizione indiana, speziati e gustosi. Il proprietario ci accompagna ad un romantico ed appartato tavolino con vista sul Taj Mahal. Dopo un piatto di tandoori chicken e riso, accompagnato da un boccale di birra indiana (per un costo totale di 15 € in due) si riparte, alla volta di

Fatehpur Sikri
Fatehpur Sikri

Fatehpur Sikri. Magnifica città murata di epoca moghul, eccezionale esempio di stile indù, con un tocco islamico anticamente era abitata da astrologi e mistici. La popolazione locale crede che la zona su cui sorge la fortezza sia foriera di buoni auspici. La guida ci consiglia, quindi, di esprimere un desiderio, entrando nella zona destinata all’harem, cosa che facciamo prontamente. La giornata volge però al termine e, mentre ammiriamo un tramonto rosso fuoco che illumina il marmo del Taj Mahal di un insospettabile color rosa antico, decidiamo di tornare in città per lanciarci in una sessione di shopping, approfittando delle innumerevoli bancarelle e dei bazar disseminati un po’ ovunque. Qui, tra miniature di marmo del mausoleo (che fanno tanto kitsch-style, ma vuoi che non ne compri almeno una?), una decina di pashmine coloratissime per la mamma e le amiche e tanti bastoncini di incenso di profumazioni diverse, quando ormai ho capito che mio marito sta per avere un attacco isterico, decidiamo di rientrare in hotel, per una lunga, rilassante visita della Spa. La ragazza, dopo averci scrutato con aria professionale, ci propone un massaggio indiano ayurvedico a base di olio tiepido arricchito con essenze scelte secondo il proprio karma: trattamento calmante per lui, nutriente per me, per un costo totale di 40 €. Terminiamo la nostra romantica, incredibile avventura ad Agra con una cena nel ristorante dell’hotel. Il giorno dopo si riparte, verso nuove avventure. E, se è vero che i desideri espressi durante il giorno sono destinati ad avverarsi, ho la certezza che torneremo presto ad ammirare la magia colorata di Agra e la bellezza senza età della sua icona più famosa, il Taj Mahal.

Per un soggiorno all’insegna del romanticismo:

  • Taj View della catena Taj Hotels & Resorts regala un’atmosfera magica e romantica. Doppia a partire da 80 €. Info su tajhotels.com
  • Il ristorante Jhankar dell’hotel è elegante e curato nei dettagli, offre piatti tipici della cucina indiana, dal dahal con chapati al pulav di riso, alle ricette a base di pollo. Musica e danze allietano la cena.
  • Sul sito dell’Ente, indiatourismmilan.com si trovano offerte e informazioni utili per programmare il viaggio
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