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Sai che a casa hai due gemelle quando…

twoParlo spesso con mamme che hanno bambini, anche piccoli o pressapoco dell’età delle mie. E immancabilmente mi fanno presente (anche se non tutte, per fortuna) che tutto sommato è andata meglio a me, che così faccio uno sforzo unico per farle crescere. Che tutto sommato è molto più dura gestirne uno solo, perché vuole tutte le attenzioni per sé. Invece con due, sono già abituate a dividersi l’attenzione della mamma e degli adulti. Che avendo due gemelle sicuramente ho un aiuto costante e invece loro hanno dovuto fare tutto da sole. E ancora che almeno si tengono compagnia e giocano tra di loro. Invece, chi ne ha uno solo, deve anche intrattenerlo, oltre che accudirlo.

Care signore mie, mamme di un solo bambino per volta, ma certo. Ovviamente la vostra esperienza è molto peggio della mia. Ovviamente voi, quando i vostri bambini avevano 15 mesi, eravate otto volte più stanche di me. Ma certo, dovevate occuparvene da sole. Ma certo, dovevate giocare con loro. Ovvio, avete dovuto barcamenarvi tra poppate, pulizie, cucina, stiro e molto altro ancora. Ecco, a voi, signore mie, dico solo questo: che vorrei che veniste, anche solo per 24 ore filate, a casa mia. E poi vorrei testare con voi le vostre reazioni e il modo in cui tornereste a casa vostra, strisciando, stremate.

Se pensate che preparare la pappa per uno e farlo mangiare sia faticoso, provate a dover sistemare sui seggioloni non uno, bensì due diavoletti urlanti. Placcandone una contro il muro, inchiodandola come potrebbe fare un poliziotto con un delinquente, mani lungo la schiena, gambe divaricate. Intimazione dell’alt, non muoverti. E nel contempo, prendere in braccio l’altra, sistemarla seduta, allacciare le cinture di sicurezza a tempo di record e volare planando verso l’altra, che nel frattempo è riuscita a liberarsi dal placcaggio e trotterella verso lidi sconosciuti. E pericolosi.

Una volta sistemate sul seggiolone, poi, care signore mie, dovete scaldare e preparare il pasto alla velocità della luce. Perché hanno fame. E perché non ce n’è una, bensì due che urlano contemporaneamente!

E poi, imboccarle tutte e due, il più velocemente possibile, perché hanno fame. E nel frattempo, per tenerle buone, cantare tutte le canzoni che conoscete, fino a non avere più voce.

E il cambio pannolini? Voi ne avete uno, da cambiare. Quando ce ne sono due, e per di più camminano, dovete attirarle in bagno con una trappola (perché se no una va da una parte e l’altra, immancabilmente, sfreccia nella direzione opposta), chiudere rapidamente la porta facendo attenzione a non pizzicare la coda del cane, che nel frattempo non si vuole perdere lo spettacolo, per cui vi segue dappertutto. Togliere dalla loro portata tutto ciò che possono distruggere in un amen, dare a quella che cambierete dopo qualcosa con cui baloccarsi, sistemare l’altra sul fasciatoio. Convincerla a stare giù. Sfilare abiti, togliere pannolino, pulire, rimettere pannolino, rimettere abiti. Mentre l’altra, insolitamente silenziosa, si sta mangiando con gusto tutto il rotolo di carta igienica. E poi, via daccapo. Venghino siori venghino!

E il momento del gioco? Non è che perché sono due che si trastullano insieme. Sono ancora troppo piccole. Per cui devi far divertire entrambe senza prediligere l’una o l’altra. Ad una lanci la palla, all’altra fai il solletico. Poi passi alla trottola, poi al cavallo a dondolo, poi al leone che suona. E poi, stremata, fai partire la playlist, con la Marcia Turca di Mozart come prima scelta. Che per un pò le placa e le ipnotizza. E tu hai tempo di respirare, almeno. Eh sì, signore mie. Potete dire lo stesso anche voi?

E il momento della messa in ordine? Quando le piccole finalmente stremate dormono nei loro lettini (ma per poco, eh? perché poi reclamano il lettone…). Rientrando in sala vi sembrerà di essere su un campo di guerra. Con tende appese ai muri, giochi ovunque, anche nei posti più impensati (dentro ai vasi, per esempio), tappeti che prima erano in una stanza e si sono magicamente spostati da un’altra parte seguendo moderni Alì Babà. Quadri storti. Una camera dopo una tempesta. Più o meno.

Ecco, a voi, signore mie, dico che forse sarebbe meglio provare a vivere la vita degli altri. O per lo meno a provare ad immedesimarsi. Sono felicissima e orgogliosa delle mie bambine. Per carità. Ma non venite a dirmi che è molto più stancante averne uno piuttosto che due. Perché, magari anche solo per un momento, penserò che abbiate fatto uso di qualche sostanza stupefacente. Piuttosto buona, anche. E forse vi chiederò l’indirizzo del vostro pusher di fiducia per fare anche io viaggi di fantasia, come li fate voi.

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6 pensieri riguardo “Sai che a casa hai due gemelle quando…”

  1. capita sempre di imbattersi in persone che ci tengono a mostrarsi migliori o comunque (in questo caso) più stanche di te. Si sorride, le si spiazza dicendo che “sì, hai ragione, sei proprio molto molto brava”, tanto poi chissenefrega, ognuno torna alle sue fatiche…ti capisco tantissimo, comunque, io per esempio mi imbattevo (forse mi imbatto ancora, ma non li sento più, la terza figlia deve aver in qualche modo cancellato la competizione delle altre mamme) in mamme che ci tenevano a fare paragoni tra i figli gemelli e i figli anagraficamente vicini (entro i 24 mesi di differenza) soppesando le rispettive fatiche. Che robe strane!

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  2. nemmeno io che ho vissuto sia i gemelli che il figlio singolo so fare paragoni, figuriamoci volersi ad ogni costo mettere nei panni delle altre mamme allo scopo di mostrarsi migliori…ci va, invece, una camionata di comprensione e solidarietà reciproca

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