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Memorie post rientro parte prima: dei piccioni (o gabbiani) e delle loro deiezioni

copyright Office de Tourisme de menton- NS
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Bentornata in ufficio…ne farei a meno. Nel senso che, contro ogni previsione, le vacanze con le gemelle sono andate bene. Benissimo anzi. Fatta eccezione per alcune serate/notti in cui abbiamo ballato per ore (e non nel senso piacevole del termine), gli altri giorni sono trascorsi nel migliore dei modi. La prima volta che hanno visto il mare, la prima nuotata, la prima camminata da sole sulla passeggiata, la visita a Monte-Carlo, i primi pranzi al ristorante. Quante prime volte!

Ma andiamo con ordine. Abbiamo trascorso le vacanze a Menton, primo paesino subito oltre la frontiera. Come da anni ormai. Sapevo essere una località a misura di bambino, ma non avendo mai sperimentato la cosa direttamente, non me ne ero curata abbastanza. Quest’anno ho avuto modo di scoprirla sotto una nuova luce. Il claim che caratterizza Menton è “Ma Ville est un jardin”. Ed è proprio così. Le aree verdi, i parchi, gli spazi ombreggiati tranquilli e riposanti sono davvero tantissimi. Uno in particolare era il nostro preferito: il Jardin des Etats-Unis. Piccolo e raccolto, ben nascosto a coloro che non lo cercano, è una sorta di “camera delle necessità” alla Harry Potter. Un’oasi verde in cui si trovano piante di tutti i tipi e un simpatico laghetto in cui nuotano tartarughe, pesciolini rossi e bianchi, i piccioni vi si ristorano e i gabbiani spadroneggiano (quando hanno la decenza di farsi vedere…).

Qui trascorrevo molte delle ore insieme alle bambine, in giro per la città. Periodicamente, nel corso della giornata, andavamo a vedere quali nuovi animali fosse possibile ammirare. Ed è anche qui, che una delle due ha aggiunto un’altra “prima volta” al suo diario di viaggio: una bella, puzzolente, enorme, giallastra cacca di piccione (o gabbiano?) sulla testa! Stavamo entrando quando ho sentito un suono strano, uno “squash”. Subito dopo ho visto che Veronica aveva una sorta di papalina sulla testa e, pensando che fosse una foglia, con la mano ho tentato di toglierla. Incauta e stolta! La materia appiccicosa e puzzolente mi si è subito appiccicata alle dita della mano e io mi sono sentita morire. Vi dico solo che ho fatto fuori un’intera confezione di salviettine per il cambio, più un pacchetto di fazzolettini di carta, nel disperato tentativo di riportare il colore dei capelli della bambina da giallo cacchetta a biondo naturale. Mentre lei, ovviamente, tentava in tutti i modi di intralciare il mio lavoro pacioccandosi i capelli e facendosi uno shampoo con la sostanza melmosa.

Inutile dire che il rientro a casa è stato rapidissimo. Che nemmeno Usain Bolt, giuro, sarebbe stato così veloce.

Con i passanti che guardavano incuriositi le bambine, perchè due, ovvio, ma soprattutto una delle due, con i capelli impiastricciati come con del gel a presa rapida. Non vi dico, comunque, la faccia soddisfatta di Veronica che, con un sorriso a 8 denti dispensava “ciao” con entrambe le manine a chiunque avesse voglia di guardarla. Ma soprattutto a sua sorella. Come se avesse voluto dirle “hai visto che cosa mi è successo? A te no, invece!”. E meno male, aggiungo io.

Da questa esperienza ho imparato che:

  • è fondamentale uscire di casa con una confezione di salviettine profumate per bebè, possibilmente piena
  • quando si entra nei parchi o nei giardini con alberi alti e frondosi, è meglio tirare su le capottine del passeggino, funzionano a meraviglia sia come schermi protettivi per il sole che contro i bombardamenti aerei
  • quando si sentono rumori sospetti, è sempre meglio girare i tacchi e puntare verso altre destinazioni
  • le apparenze ingannano e, prima di toccare, è meglio annusare ed evitare così di impiastricciarsi le mani con sostanze puzzolenti e indesiderate
  • le gemelle attirano guai come le calamite
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