Senza categoria

Principesse nel Principato di Monaco

Monte+Carlo+CasinoCome ogni estate che si rispetti, quando siamo a Menton, ci facciamo un bel giro di shopping a Monte-Carlo. Anche quest’anno, per non perdere l’abitudine, ci siamo stati in due pomeriggi diversi, entrambi caratterizzati da tempo instabile e piovigginoso. La partenza da casa, tra sistemazione delle gemelle sulla macchina, smontaggio del passeggino, posizionamento dello stesso nel bagagliaio non è stata delle più veloci, ma alla fine, ce l’abbiamo fatta.

Monte-Carlo dista appena 15 minuti di macchina da Menton, se tutto va bene. Ovvio che, quando si hanno due gemelle di 15 mesi, il “tutto bene” è molto relativo e spesso legato alla fenomenologia della fortuna. Ecco, nei due casi di transfer tra Menton e Monte-Carlo e ritorno diciamo che a noi è capitato di tutto. E non propriamente legato alla buona sorte. Complice la pioggia, come noi molti altri avevano pensato bene di farsi un bel giretto nel Principato. Per cui, anziché i tradizionali 15 minuti (diciamo 20, dai, per stare larghi), ce ne abbiamo messi in media non meno di 50. Tra semafori, cretini in gita con la macchina e con il naso all’insù o comunque ovunque, tranne che verso la strada, pedoni che si lanciavano in strada, moto e scooter che zigzagavano da ogni parte concessa al loro scarso ingombro e code a non finire per entrare, già solo l’arrivare dentro il Principato è stata un’impresa non da poco.

Una volta arrivati, poi, abbiamo dovuto fare i conti con gli scarsi parcheggi disponibili e l’altrettanto lunga ed estenuante coda per riuscire a passare la Piazza del Casinò. Dove, per altro, ho avuto il primo choc: la via dei marchi di lusso, quella di fianco all’Hotel de Paris, per intenderci, non esiste più! Sebbene fossi stata avvisata, ho quasi avuto un mancamento. Dov’erano finite le MIE boutique? Dove? Con che coraggio avevano avuto l’ardire di cancellarle dal panorama monegasco? Poi, volgendo lo sguardo allucinato verso destra, ho visto nei giardini fronte casinò tante bolle di sapone. Bianche. E per un attimo ho pensato di avere le allucinazioni. E invece no. Eccole lì le boutique! Inserite una dopo l’altra, come in un mercatino rionale che vuole darsi una parvenza da gran signore. Incredibile…

La prima botta di fortuna (e l’ultima) l’abbiamo avuta trovando posto al porto, immediatamente. Parcheggiata la macchina e scaricato passeggino e occupanti dello stesso, abbiamo dovuto affrontare il problema della risalita a monte. Sapevamo esserci un comodo ascensore che collega il porto alla Place du Casino. Peccato che, nella furia di recuperare il tempo perduto in coda, ce lo siamo persi. E così abbiamo dovuto farcela tutta a piedi. Con oltre 40 chili da spingere per una salita niente male.

11880435_10206323237791409_4505358156868749009_n

Arrivati finalmente in cima, con le gemelle che strillavano a più non posso perché volevano scendere, finalmente ci siamo dedicati al tour dei negozi. Ecco, se negli anni passati per me è sempre stato un piacere, quest’anno non posso dire altrettanto.

Ok che le bimbe sono piccole, ok che non posso spiegare loro come mantenere un certo contegno, va bene tutto. Ma se ti trovi di fronte all’Hotel de Paris, con ospiti dalla puzza sotto il naso così evidente che il loro sopracciglio si alza da solo in automatico, e nel bel mezzo della passeggiata a Ludovica scappa un rutto poderoso, tutto quello che avrei voluto fare era sotterrarmi. Lo so, è una bambina, ma la merenda avrebbe già dovuto digerirla da tempo! Accidenti! Non vi dico la faccia disgustata di una attempata signorotta col barboncino sotto il braccio a guisa di lancia e le labbrone rifatte. E io che l’ho fulminata con lo sguardo e l’ho apostrofata con un “beh? Che c’è? Non ha mai visto due gemelle?”.

Non credo abbia capito. Anche se fosse, la sua faccia esprimeva un concetto del tipo “sì, gemelle ne ho viste, ma che ruttano più forte e meglio di un bevitore di birra, mai”. E come darle torto? L’apice l’abbiamo raggiunto quando, girovagando qua e là, Veronica e Ludovica, stanche dell’andatura lenta, hanno iniziato a fare gorgheggi in tonalità crescente. E’ stato un ah, ah, ah, AH, AH, AH sempre più forte. Sembrava di pilotare un mezzo dotato di due potenti clacson. Inutile dire che la folla si è aperta meglio di come Mosè ha diviso le acque del Mar Rosso. E da lì sono partite le urla.

Ok, abbiamo capito. Torniamo indietro. Andiamo a casa. Le bambine ne hanno avuto abbastanza del Principato. E per ora, almeno finché non seguiranno un corso di bon-ton, mi sa che l’Oktoberfest è il posto che meglio si addice loro. Sai quanti premi, se scatta la gara di rutti?

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...