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Sua Maestà il Re Tartufo

tartufoSi è aperta da circa una settimana la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco di Alba. Un evento, in programma fino al 15 novembre, che richiama ad ogni edizione migliaia di visitatori da tutto il globo, soprattutto stranieri. Io ci sono andata spesso, negli anni passati. E’ proprio ad Alba che ho portato mio marito in occasione del nostro primo incontro post-vacanziero, il 1 ottobre del 2000. All’epoca, come oggi, l’atmosfera che si respirava ad Alba è un tripudio di caos, leggerezza, divertimento, lingue sconosciute e profumo. L’incredibile, magnifico, sublime profumo del Re Tartufo. Ne ho sentite tante, a proposito di questo fungo d’oro. Commenti e considerazioni di amici, conoscenti e compagni di viaggio in treno, che hanno in poche parole, secche e personalissime, tentato di smontare la grande bellezza del tartufo. Le considerazioni più gentili si sono riferite al tartufo come “una roba che puzza”, quelle più elaborate e incredibili “che il suo odore sa di gas”. Giuro che me l’hanno detto. Qualcuno si è anche spinto più in là affermando che “il solo odore mi fa venire voglia di vomitare”. Conati da centinaia di migliaia di euro, ma tant’è. Non può mica piacere a tutti.

E, per dirla giusta, amare il tartufo vuol dire anche permetterselo, sia in termini pecuniari che di poesia del palato. Mica si può dare il risotto al Castelmagno alle capre. Non lo apprezzerebbero. Hanno altri gusti. Comunque, polemiche sterili a parte, in questo mese si celebra quello che gli albesi chiamano fungo e che noi braidesi chiamiamo trifula (in dialetto). Ovunque, anche a Bra, si possono acquistare tartufi di tutte le dimensioni e taglie, rigorosamente bianco (il nero lo si trova dopo), sulle bancarelle di strada, sui banchi della fiera, nei negozietti specializzati. Ma, soprattutto, si può gustare in uno dei tanti ristorantini della zona. Ma attenzione. Perché a seconda dell’andamento della stagione, se ci sono state piogge a sufficienza da produrre una quantità accettabile di tartufo oppure se il “raccolto” è stato scarso, il prezzo varia e di parecchio.

Secondo il Borsino del Tartufo di quest’anno, dati aggiornati ad oggi, il costo è pari a 400 € all’etto, per una pezzatura media di 20 grammi circa. Non poco. Ricordo ancora quale anno fa, quando di trifule ne erano state trovate poche e un acquirente giapponese (mi pare, ma poteva anche essere americano) aveva acquistato il tartufo più grande trovato quell’anno. Aveva pagato migliaia di euro. Si era portato a casa il tartufone e lo aveva sistemato in frigorifero. Salvo poi dimenticarselo e lasciare che venisse aggredito dalla muffa. Un bel giorno, la gentile consorte si deve essere ricordata del presentino comprato ad Alba, forse voleva grattarne un pò sui tagliolini all’uovo (dubito…). Aperto il frigo aveva scoperto che il tartufo era pronto a camminare sulle gambe che nel frattempo gli erano spuntate come per magia. E allora l’aveva gettato nell’immondizia. Ecco a cosa mi riferisco quando parlo di risotto e capre.

Comunque, se capitate da Alba questo weekend, oltre a farvi un giro per bancarelle, vi consiglio di partecipare al Borgo si Rievoca, domenica 18 dalle ore 10 in poi. Alba viene proiettata, come per magia, nel periodo del medioevo, tramite rievocazioni storiche che permetteranno di vedere spaccati della vita del periodo, antiche usanze, mestieri ormai scomparsi. Inoltre, perché non partecipare ai laboratori di analisi sensoriale del tartufo? Esperienza paradisiaca per i nasi, questi laboratori spiegano come scegliere il tartufo, come apprezzarlo, come conservarlo, come pulirlo e, infine, qual è il modo migliore per gustarlo. Appuntamenti in programma tutti i sabati (alle 11 e alle 15) e le domeniche (alle 11).

Infine, visto che è questo il motivo per cui vi racconto di questo evento, non perdetevi un giro nel Mercato del Tartufo dove ammirare, annusare, toccare e comprare i protagonisti della manifestazione, ma non solo. All’interno del padiglione espositivo potrete anche scegliere ottimi vini piemontesi, specialmente quelli territoriali di Langhe e Roero, delizie di pasticceria della tradizione piemontese, formaggi, paste all’uovo, salumi e tante altre prelibatezze che hanno reso e rendono a tutt’oggi il mio territorio un luogo unico al mondo. Per maggiori informazioni sui prossimi eventi in programma, visitate il sito della fiera alla pagina www.fieradeltartufo.org

Beh, e dopo aver tanto parlato di Alba, vi consiglio dove dormire e dove mangiare. Ma a Bra!

Hotel cantine ascheriAll’Hotel Cantine Ascheri 4*, un luogo che fonde magicamente architettura contemporanea, elementi post-industriali e tradizione del territorio, soggiornerete in un ambiente minimal-chic, a due passi dal centro di Bra. Nel complesso è presente anche la cantina, dove acquistare pregiati vini piemontesi e un ristorante, l’Osteria Murivecchi. Qui, in un ambiente raffinato, tra pavimenti in cotto e soffitti in cui elementi del passato sono rimasti a far da palcoscenico di lancio a nuove parti ristrutturate, la tradizione e i ricordi convivono con la modernità. Il menu propone sempre e solo piatti elaborati con ingredienti di stagione e, in questo periodo, vi suggerisco di ordinare qualsiasi creazione sia a base di tartufo: dalla carne cruda con grattata di tartufi all’uovo in cocotte con tartufo ai tagliolini all’uovo, sempre con tartufo. Spenderete non poco, vi avviso, ma l’esperienza gourmand è garantita. Costo della camera, a notte, a partire da 140 €.

Altro indirizzo dove mangiare bene è l’Osteria del Boccondivino, creatura Slow Food, nel centro storico di Bra. Anche qui, in occasione della fiera, vengono proposti piatti a base di tartufo, in un ambiente cordiale e rilassato.

E concludo con un detto in piemontese: a taula s’ven nen vej perciò libiamo, libiamo, libiamo!

Ah, per i non piemontesi, il detto significa “A tavola non si invecchia”.

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