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Quasi in partenza

Mercoledì 25 novembre è il big-day. Partenza destinazione Kenya, in viaggio stampa. Gruppo di sei persone. Diversi cambi di aeroporto, da Milano Linate ad Amsterdam, poi via verso il Kenya, aeroporto di Nairobi. Più alcuni voli interni di cui non mi è ancora dato sapere.

E non posso fare a meno di pensarci. A quello che è successo a Parigi, dico, e poi in Mali. Alla enorme, pericolosa, onnipresente galassia jihadista. E al pericolo costante che tutti noi viviamo. Anche solo andando al lavoro. Ché mica è necessario fare viaggi lunghi, per rischiare la vita. Basta andare ad un concerto o in un ristorante per essere travolti dalla follia bestiale di questi codardi.

giraffe_2438298bCosa fare allora? Niente, assolutamente niente. Preparare la valigia, stampare i biglietti, raccogliere gli ultimi sorrisi delle piccole prima della partenza e sognare. Sognare di tramonti africani. Sognare di animali nel loro habitat. Sognare di vivere un’esperienza unica, il safari, che chissà quando potrò rifare nella mia vita. Magari altre mille volte. Magari mai più.

Immaginare, anche. Un mondo senza confini. Un mondo libero da atti di terrorismo, di paura, di ansia e scevro dal ritmo martellante dei kalashnikov. E poi ripenso all’attentato al Bataclan di Parigi. Un’immagine fissa nella mente. E’ l’immagine di quella donna appesa al cornicione esterno dell’edificio. Attaccata con tutte le sue forze alla vita, alla salvezza sperata ed anelata. E non è tanto il gesto in sé che ho trovato straordinario, quanto la motivazione. La spinta propulsiva che ci stava dietro. Quella era una futura mamma. Una donna incinta che per un tempo lunghissimo e pieno di angoscia si è attaccata alla vita per proteggere non solo la sua esistenza, ma anche quella del bambino che porta dentro di sé. E l’ho trovata magnifica. Una delle vere eroine di quel terribile venerdì sera.

E allora penso che dopotutto anche io sono una mamma. E che il viaggio è parte della mia esistenza, ma anche le Gem. E che quindi niente dovrà andare storto. Devo poter vivere l’esperienza al massimo, per riportare a casa un milione e più di ricordi. Da condividere con loro.

Kenya, arrivo!

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