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Eccolo qui, il funesto anno bisesto

Il 2016 è cominciato. In barba alle mie più rosee previsioni e alle volontà e velleità di fortuna e felicità, devo constatare che l’inizio non è stato dei migliori. Prometto che mi impegnerò di più, nel futuro prossimo, ma per ora è una caduta libera continua che porta solo sfighe, una dopo l’altra. Passino i dentini di Veronica, smussati nel vecchio 2015, passi la febbre di Ludovica per la vigilia di Capodanno, che ho trascorso a casa con le Gem invece di festeggiare, ma la febbre perenne e continua che si attesta oramai da quasi 24 ore sui 40° e oltre, questa proprio no!

coccinella
Hai visto mai che la coccinella porti un pò di fortuna?!

Allora, caro 2016, parliamoci chiaro: io ci metto tutte le mie migliori intenzioni, non ti chiedo niente, se non di lasciarmi in pace e di non guardare nella mia direzione. Anche perché, dopo il pomeriggio trascorso al pronto soccorso pediatrico insieme a Ludovica il 4 gennaio, penso che io e te compagnia ce ne siamo già fatta. E a sufficienza. Credi nella sfortuna? Io sì. Credi nelle coincidenze cosmiche? Io sì. Credi nella iettatura più nera ad opera di malpensanti e gelosi? Io, come prima, sì. E siccome tu, che arrivi ogni 4 anni, maledetto e sfortunato anno bisestile, sei gentilmente pregato di girare alla larga. Che per me e per la mia famiglia, nel corso della tua venuta ciclica, di malocchi riusciti ne hai già lasciati parecchi.

Certo, un pò di febbre e un pomeriggio lungo cinque ore di attesa non sono niente in confronto a quello che colpisce, ha colpito e (speriamo non) colpirà altri. E allora, anche se mi sto per l’ennesima volta lamentando di qualcosa che vorrei passasse oltre da me, faccio un passo indietro, dimentico per un secondo le mie “sventure” e penso ad un caro amico, che questa notte ha perso la mamma.

Una mamma coraggiosa e forte, che ha lottato per tanto tempo contro un nemico più forte di lei. Un nemico subdolo e silenzioso, che le ha rosicchiato, poco a poco, la salute e la vita. Strappandola ai suoi figli e ai suoi nipoti, che adorava.

Ecco, tutto sommato sono fortunata. Ludovica ha sì la febbre, ma passerà, speriamo. Mentre questo caro amico e sua sorella stanno continuando un percorso doloroso cominciato anni fa ed arrivato oggi al capolinea. Un capolinea dal quale ripartire, per un nuovo e difficile viaggio fatto di tristezza, ricordi, lutto ed elaborazione dello stesso. A loro, va il mio pensiero di oggi: forza ragazzi, vi abbraccio forte.

E al 2016 rivolgo l’ultimo pensiero di questo post: per favore, anno bisestile, per una volta sfata il mito di “porta-iattura” e stupiscici, stupiscimi. Per una volta, cambia rotta e lasciaci, tutti, in pace.

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