Viaggi; Travel Tips

La Spagna sconosciuta: il Regno di Navarra

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Plaza del Castillo – Pamplona

Sono stata solo una volta, in Spagna. E nemmeno nella Spagna classica, quella di Madrid o di Barcellona, o quella ancora più popolare della costa. Ma in Navarra. E mi ha letteralmente incantata. Era primavera, uno dei periodi migliori, secondo me, per viaggiare alla scoperta di un territorio. Che se sei fortunata, non fa troppo caldo né troppo freddo, non piove e il clima è clemente e gentile. Certo, arrivarci dall’Italia non è comodissimo: il volo diretto su Pamplona non c’è, si fa scalo all’aeroporto di Madrid, ma poco importa. Anche l’aeroporto della capitale ha un suo perché: è moderno, ricco di negozietti e il tempo di connessione non troppo lungo permette di trascorrere un piacevole break prima di risalire a bordo, alla volta di Pamplona.

 

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Las Bardenas Reales

La Spagna me la sono sempre immaginata con una destinazione caotica, con una vivacissima vita notturna, locali in ogni dove, chiasso e movida. Non so se sia così e per certo la Navarra non lo è. Non del tutto, almeno. E’ un’oasi verde in cui rilassarsi, fare scoperte meravigliose e visitare l’unico deserto di tutta Europa: Las Bardenas Reales. Qui sono stati girati moltissimi film western, compresi alcuni di matrice italiana. Ma la bellezza del posto è data da questo paesaggio spoglio, la cui terra richiama il colore della sabbia, un vento costante a spazzare la natura arsa e bruciata dal sole. Un paesaggio quasi lunare, più che un deserto. Ci si arriva passando attraverso colline verdeggianti e campi di fiori, in un saliscendi che, quasi di colpo, passa dal verde brillante al mattone spento. Il che, vi assicuro, ha un fascino davvero incredibile, anche considerando che qui, migliaia di anni fa, vivevano e imperavano coccodrilli e tartarughe ed è oggi, invece, la dimora di aquile, avvoltoi, serpenti e altre specie animali tipiche delle zone desertiche.

 

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Grand Hotel La Perla

Tornando alla civiltà, invece, ricordo con nostalgia la visita di Pamplona. Non certo la Pamplona della corsa dei tori (attività che aborro e che trovo di una stupidità immane). Bensì la Pamplona di Hemingway, di Piazza del Castillo con il bar Txoko, l’Hotel Quintana, il caffè bar Torino, l’antico ristorante Las Pocholas e Viale San Ignacio, per citarne alcuni. Pamplona è un piccolo scrigno ricco di tesori, tutti da scoprire, passo dopo passo. Fondata dai Romani (niente da fare, sono arrivati anche qui), attraversata dal Cammino di Santiago, oggi è una città moderna che racconta però il fascino della sua storia antichissima, viuzza dopo viuzza. Le sue mura centenarie, le splendide vie lastricate, i locali storici, i monumenti e i suoi eleganti caffè fanno di questa città un must-have per i visitatori che desiderano uscire dai percorsi più battuti.

 

Ricordo ancora con stupore le sue mura medievali: 5 chilometri di pareti, bastioni, porte, baluardi, fortini imponenti e altrettanto sobri, eleganti e protettivi che regalano alla città uno dei complessi difensivi più interessanti e meglio conservati di tutta la Spagna (così almeno disse la nostra guida).  E altrettanto bella è la Plaza del Castillo, fulcro della città, quadrilatero dal quale si dipanano le strette stradine del centro storico. Circondata da case colorate del XVIII secolo, qui si ammirano torrette, attici, bifore e trifore, balconi antichi. Ed è proprio in questa piazza che si trova il Café Iruña, luogo di sosta privilegiato da Hemingway. Così come il Grand Hotel La Perla, dove dormii io, che ospitò il Premio Nobel nei suoi pellegrinaggi a Pamplona in occasione della Festa San Fermín.

Tra i monumenti imperdibili, da segnare in agenda, ci sono l’Archivio Reale della Navarra, edificio del XIII secolo, il Palazzo del Condestable, il Palazzo della Navarra (sede del Gobierno de Navarra) dal quale ogni giorno, alle ore 12, l’orologio posto sulla facciata suona l’inno del Regno. Nei suoi giardini, inoltre, si trova l’albero più grande della città: un’imponente sequoia alta 37 metri e dall’età ragguardevole, un secolo e mezzo.

Ma la bellezza di una visita di Pamplona sta (anche) nel suo silenzio. Un silenzio che va cercato, lontano dal centro, colorato e chiassoso. E che si può trovare, per esempio, nella Ciudadela, fortezza e polmone verde della città, parco che è esempio di architettura militare propria del Rinascimento spagnolo e che ospita, al suo interno, fortificazioni ed altri edifici dove è possibile ammirare mostre, ma anche dove si può trovare un pò di requie dal caos cittadino, immergendosi nella natura, tra prati ben curati e alberi sonnacchiosi.

Info utili.

Sito dell’Ente del Turismo della Navarra: www.turismo.navarra.es/ita

Dove dormire.

Io ho dormito al Grand Hotel La Perla, un edificio storico nel pieno centro della città, che nel corso della sua storia ha ospitato personaggi del calibro di Hernest Hemingway, Orson Welles, Manolete, Charles Chaplin e molti altri ancora. Tra le sue 44 camere, è possibile anche scegliere la propria sistemazione nelle stanze a tema, dedicate ai personaggi famosi che vi hanno dormito. Costo della camera standard, a notte, da 140 € (bassa stagione, senza colazione).

Dove mangiare.

Difficile fare una scelta. I locali di Pamplona offrono tutti un’ampia gamma di piatti gustosi, a prezzi tutto sommato contenuti. Se però volete vivere un weekend di alto livello, vi consiglio di prenotare un tavolo al Ristorante Casa Otano, fondato nel 1912, è un indirizzo storico di Pamplona, che propone piatti tipici della regione in un ambiente elegante (ma non troppo) e accogliente. Prezzi per un menu da tre portate, a persona, da 30 € (esclusi vini e bevande).

Per una sosta chic, invece, scegliete il Café Iruña, uno dei luoghi più esclusivi di Pamplona, indirizzo preferito da Hemingway. Un consiglio: prenotate i menu del giorno, gustosi e a prezzi abbordabili (a partire da 13,90 € a persona, bevande escluse). Se prenotate alla carta, invece, il costo lievita decisamente.

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