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Mal d’Africa…

Ve l’avevo già detto, appena arrivata in Kenya ho capito cosa significasse quell’espressione inizialmente vuota e prima di significato: Mal d’Africa. I panorami, i profumi, i colori, gli odori e gli spazi sconfinati sono entrati a gamba tesa nei miei ricordi immediati e futuri, per non lasciarli più. Così, quando mi hanno proposto un’altra incursione in Kenya, sulla costa, non ho potuto che gioirne. Sì, proprio così. Gioia allo stato puro.

Watamu_EVWatamuBeach22_TMosconiIl prossimo marzo, se tutto andrà come deve andare, partirò alla volta della costa del Kenya. Un viaggio di 8 giorni alla scoperta di località famose in tutto il mondo: Watamu, Malindi e il Parco Nazionale dello Tsavo (est). Il programma di viaggio è ancora abbastanza nebuloso. So solo che saremo ospitati in resort a conduzione italiana, che digradano dolcemente sulla spiaggia, che visiteremo (forse) centri di preservazione ambientale e animale e parchi marini. Un Kenya diverso, dunque, da quello che ho avuto modo di assaporare nella mia prima visita. Un Kenya lontano dai parchi nazionali del nord. Lontano, sì, ma pur sempre Kenya. E allora, come da mia abitudine, sono andata a visitare i siti delle strutture, ho cercato immagini, ho letto recensioni.

Non voglio partire con idee proposte da altri. Le sensazioni che vivrò dovranno essere solo ed unicamente mie. Ma certo è che gli innumerevoli commenti positivi non hanno fatto altro che galvanizzarmi ulteriormente. E, con la mente che vola, ho cominciato ad immaginarmi sulle spiagge di finissima sabbia bianca, a camminare lungo una costa dal mare cristallino, temperature estive che accarezzano quattr’ossa intirizzite dal freddo dell’inverno (che per fortuna per altro è stato mite, quest’anno). E poi le ville, sospese tra la vegetazione lussureggiante e il turchese dell’acqua, il bianco abbacinante degli arredi, le zanzariere a protezione del letto, il suono della risacca.

Niente da dire: le immagini sono molto più evocative delle parole. Soprattutto su una mente come la mia, allenata da anni ormai a sognare, a evocare, a vivere realtà parallele. Non vedo l’ora di partire. Non vedo l’ora di rimettere piede sul suolo africano, nell’Africa vera, in Kenya. Di essere accolta da sorrisi smaglianti su visi scuri, di sentire le risate dei bambini, spontanee e rassicuranti. Di assaporare i piatti di questa magnifica terra. E anche, ovviamente, di ritornare ancora a casa, ulteriormente arricchita da un’esperienza di viaggio.

Kenya, arrivo!

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