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A te, che mi hai capita, voglio dire grazie

Ricevo quasi quotidianamente, ormai, un messaggio da parte di un amico che recita “passavo per un abbraccio”. Da lì, parte uno scambio di racconti brevi e senza pretese della nostra giornata. Un elenco delle cose da fare. Una spunta delle cose fatte e un piccolo bilancio. Quel messaggio lo ricevo da quando, dopo il recente lutto, gli ho “tirato le orecchie” per non essersi fatto vivo, almeno con un pensiero. E siccome ho a che fare con una persona intelligente, a cui tengo molto, invece di prendersela o di rispondermi che ognuno di noi ha le proprie cose da fare, mille impegni, la famiglia, il lavoro e bla bla bla, mi ha risposto contrito. Dicendomi che gli dispiaceva non essersi accorto del mio dolore. E mi ha chiesto scusa. Ah, le scuse! Che valore profondo, hanno, soprattutto se sono sincere! E reputo che, per chiedere scusa ad una persona, qualsiasi cosa si sia fatta, bisogna essere dotati di una certa intelligenza e di una certa sensibilità fuori dal comune. E’ molto più semplice far finta di niente.

SnoopyAd ogni modo, ieri questo amico passa di nuovo per l’abbraccio della sera. Per augurarmi, a modo suo, una serena notte. Mi fa molto piacere quando leggo i suoi messaggi. Spesso sono messaggi amicali, altre volte sono testi di richiesta di aiuto. Cui rispondo appena posso. Ieri sera, invece, in poche, pochissime righe questo amico ha tratteggiato in maniera semplice, lineare, brutale quasi, il mio “io” più nascosto. Quello che altri, a distanza di anni, di decenni perfino, ancora non hanno capito.

“Passavo per un abbraccio. Ti voglio bene, amica. Non lo dico facilmente. Mai a nessuno. Ho un carattere di m***, mi piacciono le persone che restano nell’ombra. Persone che non hanno bisogno di mettersi al centro del mondo per farsi notare. Io ho capito subito come sei…”.

Ecco, poche, pochissime righe che hanno tratteggiato in parte la mia persona. La mia replica è stata che molti mi considerano una str****a, una snob, una che sta sulle sue. La verità, invece, è che sono riservata. Non mi piace fare caciara becera. Non mi piacciono le facili manie di protagonismo, il servilismo, la piaggeria. Mi piacciono le persone dirette, trasparenti, sincere e a volte brutali nella loro sincerità. E mi piace molto questo amico. Che tutte le qualità sopra descritte le possiede in gran quantità.

E a lui, questa mattina, voglio dire grazie. Grazie di avermi capita. Grazie di avermi accettata per quello che sono e non per quello che si aspetta che io sia. Grazie Sandro, anche se non ci vediamo spesso, sei uno dei pochi amici, veri, che io abbia. E niente, passavo per un abbraccio….buona giornata.

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