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Taryn, la donna che abbatte gli stereotipi, con un documentario

E’ durata quattro anni la battaglia di una mamma australiana per combattere ogni stereotipo legato al corpo e alla forma fisica che il mondo ci impone. E questa battaglia si chiude con la messa in onda di un documentario.

TarynEmbrace è la storia di questa mamma australiana, Taryn Brumfitt, e della sua lotta a favore della libertà di uomini e donne di sentirsi a proprio agio con il loro aspetto fisico. Un numero sempre crescente di persone, compresi i bambini, sono esposte tutti i giorni ad immagini irrealistiche e stereotipate di corpi “perfetti”, a partire dalle copertine delle riviste, per finire sui siti e sui social media di ogni genere. La Brumfitt ha affermato che a dispetto di come i media ritraggono la bellezza, lei ha imparato che il problema reale non sta nell’apparenza, ma nella battaglia psicologica.

“E’ un giochetto, quello di far sì che le persone odino il proprio corpo, legato ad introiti finanziari che le compagnie giocano, ricompensa finanziaria. Così ci incentivano a comprare i loro prodotti”, ha aggiunto. “Io ho imparato ad amare il mio corpo incondizionatamente. Mi sono detta che il mio corpo non è un ornamento, ma una sorta di veicolo, che cambierà negli anni. Che non ho bisogno di conformarmi agli stretti ideali della società e di come avrei dovuto trovare un compromesso per essere felice in un corpo che non mi appartiene”.

La Brumfitt ha cominciato a creare rumore intorno alla sua vicenda pubblicando su Facebook delle immagini di se stessa, “prima” e“dopo”, che sono diventate immediatamente virali, ottenendo l’interesse di celebrity di alto profilo come Ashton Kutcher e Rosie O’Donnell.

La foto è stata, ad oggi, vista da oltre 100 milioni di persone in tutto il mondo.

La Brumfitt ha deciso di voler sollevare agli onori della cronaca la questione degli stereotipi legati alla forma fisica, ottenendo così una pubblicità sul tema davvero incredibile. Oltre a lanciare una campagna di fund raising per produrre il suo documentario che, in breve tempo, ha raccolto all’incirca 331.000 dollari australiani.

“Odiavo il mio corpo subito dopo aver avuto i miei tre figli e volevo cambiarlo. Pensavo che l’unica soluzione fosse nella chirurgia estetica”, ha affermato. “Ma non volevo che mia figlia pensasse che anche lei avrebbe dovuto cambiare il suo corpo in futuro, così ho deciso di allenarmi e di prendere parte ad una gara di body building per trovare una spiegazione di come si potesse considerare un corpo perfetto. Ma per avere il fisico che avevo prima mi ci sarebbe voluto troppo tempo, sacrificio ed energia”.

“Non esiste una pozione o una lozione o una nuova dieta che ti facciano sentire bene, così ho cominciato a parlarne nei centri e nelle scuole, per aiutare le altre donne a prendere coscienza di questo”.

“Questo messaggio è una necessità e sono più che felice di essere la persona che conduce verso un cambiamento, a livello globale”.

Uno studio internazionale condotto dalla azienda Dove su oltre 10.000 donne in 13 stati ha scoperto che la coscienza delle signore rispetto al proprio corpo è in continuo declino.

Circa il 69 per cento delle donne e il 56 per cento delle ragazze affermano che la pressione dei media e delle agenzie pubblicitarie le porta a sentirsi ansiose per ciò che attiene il loro aspetto fisico. La presa di coscienza del proprio corpo è stato un problema anche per molte celebrità. Jennifer Aniston, per citarne una, ha parlato in un post sul suo blog dell’attenzione negativa dei media sul suo aspetto nel corso della sua carriera.

La Brumfitt ha affermato anche che si è imbattuta in molte reazioni negative da parte di utenti su internet, ma che lei ha usato questa negatività come motivazione per far passare ulteriormente un messaggio diverso, positivo.

“E’ fondamentale confrontarsi con qualcuno che ha provato le tue stesse emozioni e paure. Ti permette di sperare e di cambiare rotta”.

“La missione che sta dietro tutto ciò che faccio per quanto riguarda l’immagine e l’aspetto fisico in Embrace, ma anche online, conduce tutto verso un’unico scopo, il cambiamento positivo. E’ ora di dire no a coloro i quali ci denigrano o peggio ci vogliono dire come dobbiamo apparire”.

Embrace è stato finalista al Sydney Film Festival nella categoria Miglior Documentario.

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