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Alcune estati fa…

La macchina bianca stipata fino all’inverosimile. Una cassetta nel mangianastri e altre di scorta, sotto i sedili. E tanti, tantissimi chilometri macinati, da nord, a sud, direzione mare. Che fosse Forte dei Marmi, la Calabria o la Puglia, poco importava. Il viaggio cominciava, realmente, dalla partenza da casa. Con tutte le strade percorse per lavoro, mio papà conosceva posti meravigliosi, magici, accoglienti, in cui ci fermavamo per soste di riposo. Per arrivare a destinazione, non facevamo mai tirate uniche. Tutto doveva essere rilassato. Quindi, bando al risparmio di tempo (e di denaro), si partiva sempre qualche giorno prima dell’arrivo previsto nella località di soggiorno, alla scoperta della nostra bella Italia.

emo-reteRicordo ancora i Motel Agip, i ristoranti del buon ricordo con i loro piatti (orrendi) da collezione, il Turchino, dove i miei genitori mi facevano prestare attenzione per vedere se riuscivo a scorgere la Fata Turchina. E poi ancora l’autostrada, lunga, infinita, calda. E gli omini (i casellanti), chiusi nei gabbiotti roventi, a contare il resto, che raccontavano in pochi secondi le vicissitudini della loro giornata. E io che mi chiedevo come facessero ad arrivarci, in quelle scatole di metallo, ché sull’autostrada era impossibile e vietatissimo camminare.

La tratta veniva accompagnata immancabilmente da canti: da Celentano a Mina, da canzoni nazional-popolari a motivi della tradizione piemontese. A pranzo, mai una sosta in autogrill. A mio papà piaceva mangiare, e mangiare bene. Per cui si usciva dall’autostrada, alla volta di ristorantini tipici che lui conosceva perché li aveva già provati. La pausa pranzo era un altro, indimenticabile momento di viaggio, alla scoperta dei piatti tipici della Toscana, del Lazio, dell’Umbria. Di volta in volta, una regione diversa.

Ricordo queste estati con tanta, moltissima nostalgia. Era bello essere insieme, noi tre. Era bello vedere i miei genitori fuori dalla bolla frenetica della quotidianità. Era meraviglioso essere figlia, sentirsi protetta e sapere che il domani sarebbe stato, ancora, uno splendido viaggio.

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