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Sempre nei miei pensieri.

Oggi è il 24° anniversario della morte di mio papà. La cosa mi tocca talmente poco che ho dovuto fare il calcolo esatto con la calcolatrice. Così, tanto per rendere l’idea. L’altro giorno ho scritto la mia personalissima lettera a Babbo Natale. Una lettera che ha suscitato l’ilarità di alcuni e la partecipazione sincera di altri. Ci sta. Il mondo è bello perché è vario, variegato e, a tratti, avariato. Nella lettera da cretina che ho scritto avrei dovuto anche aggiungere un pensiero per mio papà. Che so, nel paragrafo sulla giratempo, avrei potuto esprimere il desiderio (anche) di tornare indietro di, diciamo, 25 anni.  E invece non l’ho scritto. Perché? Perché nella letterina ho menzionato un’altra persona cara che è mancata quasi 9 mesi fa. Il mio secondo “papà”, il mio padrino, mio zio. Con ciò non voglio dire che abbia sostituito mio padre, per carità. Però certamente è stata una figura maschile molto importante, che ha svolto a dovere, con cognizione di causa e ottimamente il suo ruolo di padrino. Tanto che, ricordo, un giorno gli dissi che avevo scelto Edoardo ed Alessandro come padrini delle mie figlie perché sapevo che avevano avuto un’ottima scuola di vita. “Hai fatto un ottimo lavoro, per me”, gli dissi. E ricordo ancora l’espressione compiaciuta che balenò per un attimo sul suo viso.

ante1Bene, oggi allora elaboro un pensiero per il mio papà. Un omone dalle indiscutibili capacità di relazione con il prossimo, che mi amava tanto e che ci ha lasciato quando avevo solo 12 anni. Per grossi problemi di salute, è mancato dopo un ricovero di oltre un mese in ospedale. Un mese in cui l’ho potuto vedere solo durante il weekend. Un mese in cui mai avrei pensato che non sarebbe tornato a casa e che avrei dovuto, sì avrei dovuto, fare tesoro di ogni ora che trascorrevo con lui. L’ultima volta che l’ho salutato me la ricordo benissimo. Il suo era un sorriso triste, quasi se lo sentisse. E io,  nella mia adolescenziale scempiaggine e stupidità, non l’ho nemmeno notato. L’unica cosa a cui pensavo era che mi stavo perdendo la festa di compleanno di una mia compagna di classe. Quando in realtà stavo per perdere molto, molto di più.

Ma così è. Purtroppo.

 

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