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Evoluzione del noi: ieri, oggi, domani

Un tempo si gioiva insieme dei successi. E insieme ci si rammaricava degli insuccessi. Senza mai perdere di vista le sfide future, le possibilità di nuove avventure, gli ostacoli che questa porca vita avrebbe inevitabilmente messo di traverso. Le confidenze scambiate erano tante, spesso univoche. Io parlavo, tu ascoltavi. Non era un rapporto paritario. Non c’era un interscambio di racconti. Me ne sono accorta dopo, quando ho capito (forse troppo tardi), che l’amicizia a senso unico non è una vera amicizia. Che poi, a ben guardare, qual è il senso più alto di un legame amicale? Condividere.

Twin sisters sharing secretsSe penso al concetto di Amica, mi viene in mente una sorta di riflesso di me stessa. Uno specchio in cui, guardandomi, non vedo un’altra Annalisa, ma una proiezione delle mie gioie, delle mie paure, delle mie manie. Cose di cui ridere, piangere, spaventarsi e gioire. Tutto da fare rigorosamente insieme. La tua infelicità è la mia. La mia gioia è la tua. E’ un interscambio cosmico di particelle che si incontrano, si piacciono, si attraggono e non si dividono più. Almeno nelle aspettative più alte.

Ma siccome la vita è bella perché ci mette di fronte a continui cambiamenti, non sempre le cose rimangono come si vorrebbe. Succede che arrivi un’altra persona, o più persone. Ci si infatua di queste nuove entrate. Si ama il cambiamento che mette fine ad una routine che, per te almeno, è diventata così noiosa che pare un matrimonio centenario, durato anche troppo. E allora che si fa? La parte più vecchia la si dismette, lasciandola progressivamente sempre più in un angolo. Buttandosi a capofitto nel nuovo, nell’altro, nel differente. Perché si ha voglia di novità!

E’ normale che ciò succeda. Accade a tutti. A me no. E infatti, nonostante mi sia accorta oramai da tempo che preferisci di gran lunga persone che adulano, dicono sempre sì, hanno (ma guarda!) le tue stesse idee, io non mi adatto. Io non cerco di riprendere il posto che era mio, un tempo. Lascio che le cose scorrano e che vadano come devono andare. E pazienza se il ruolo in panchina mi piace poco (anzi, per niente). Mi adatto, guardo avanti e cambio percorso.

Peccato, però. Io non tradisco mai. Chissà se altrettanto si potrà dire delle novità? Poco importa, questo è il percorso che hai scelto. Ti auguro tutto il meglio possibile. Al peggio ci hai già pensato tu.

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