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Tienimi per mano, andremo lontano

Guardo le vecchie foto e non mi sembra possibile che tu sia cambiata così tanto. Anche io sono diversa, con qualche ruga in più. Siamo invecchiate entrambe, insieme. O quasi. Sì, perché sono anni ormai che non abitiamo più nella stessa casa. Sono decenni che le nostre strade si incontrano a ritmi cadenzati. La tua voce è la prima della famiglia che sento ogni mattina.

io-e-mammaGuardo le tue mani che, con gli anni, sono diventate più nodose. Raccontano di una vita scritta, riscritta, rivista e corretta. Ogni solco, ogni ruga, ogni segno parla di te e del tuo passato. Guardo le tue mani e penso a come mi hanno sempre sostenuta. Quando da piccola cadevo e mi facevi rialzare. Quando ho intrapreso percorsi nuovi e le tue mani si appoggiavano alla mia schiena e, con una piccola spinta, mi incitavano ad andare avanti. Verso il mio futuro. Qualsiasi esso fosse.

Guardo le tue mani stanche che accarezzano le testoline delle Gem e penso a quante carezze distribuisci loro. E le confronto con quelle che hai dato a me. Non ne ricordo molte. Di certo ci sono state. Più che carezze, con le tue mani a me hai dispensato abbracci. Pochi anche quelli, ma nei momenti importanti.

Guardo i tuoi occhi solcati da una rete di rughette. Non tante, ma ci sono. Quegli occhi capaci di incenerire con un semplice sguardo modulato, capaci di esprimere mille emozioni. Quegli occhi che, troppo spesso, hanno pianto. E vorrei poter riavvolgere il nastro e prendere tutte le lacrime per me. Lasciare i tuoi occhi asciutti e versare io l’obolo al posto tuo.

Guardo il tuo sorriso, che è sempre più stanco. E, se corro indietro nel tempo, chissà perché ricordo poche risate a bocca aperta. Di quelle belle sguaiate, che ti fanno male alla pancia e lacrimare gli occhi. Per una buona causa, per una volta.

Sento la tua voce che si colora di arcobaleno quando vedi le Gem. La gioia che aleggia lieve nell’aria. Chissà se in loro vedi un po’ di me. Chissà se le ragazze fanno, per un momento, il miracolo di riportarti indietro di 30 anni e più. Chissà se, per un istante, le mani si raddrizzano, gli occhi si distendono.

Guardo e ricordo le tue mani, mamma, e penso che vorrei fermare il tempo. Ma so che è una sciocchezza impossibile. Allora sai cosa ti dico, mamma? Prendimi per mano, andremo ancora lontano. Insieme.

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