Viaggi; Travel Tips

I borghi del Lazio: la Grande Bellezza

Continua oggi il mio racconto sugli itinerari inaspettati nel Lazio. Un Lazio che racconta di borghi, eremi, oasi di pace e spiritualità. La prima parte di questo racconto la potete trovare qui. Oggi scopriremo insieme altre destinazioni d’eccellenza, al di fuori delle solite rotte turistiche.

 

Subiaco, il Cammino di Benedetto e la città della stampa

Monastero San Benedetto
Scorcio del Monastero di Benedetto visto dal cortile interno © Annalisa Costantino

Anche qui la storia la fa da padrona: luogo di villeggiatura molto famoso ai tempi dei Romani (tanto che persino Nerone vi si fece costruire la sua Villa Imperiale), il borgo deve, oggi, parte della sua fama per il meraviglioso Monastero del Sacro Speco di San Benedetto e per la paternità del primo libro stampato in Italia, nel Monastero di Santa Scolastica, ad opera di due stampatori tedeschi. Ho amato particolarmente entrambi i monasteri non solo per la loro evidente bellezza e per la spiritualità che vi si respira, ma anche perché San Benedetto e Santa Scolastica erano fratelli gemelli! Il Monastero di Benedetto è un gioiello dell’XI secolo aggrappato alla roccia nel quale è possibile visitare la grotta in cui Benedetto visse per tre anni in completa solitudine, prima di ricevere l’abito monastico. Religiosità diffusa, ma non solo. Il borgo custodisce gelosamente anche un’opera difensiva imponente, la Rocca dei Borgia, che vide la nascita di Cesare e Lucrezia Borgia.

Fara in Sabina, un silenzio che emoziona

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La facciata dell’Abbazia di Farfa © Annalisa Costantino

 

 

Fara è un borgo che, seppur possa sembrare simile a tutti gli altri, tuttavia non lo è. Certo ha origini antichissime, come gli altri, però qui convivono in un’armonia perfetta medioevo e rinascimento, spiritualità e vocazione turistica, silenzio ed immensità. Il suo centro storico è dominato dal Duomo e del Museo Civico Archeologico, due gioielli da visitare e apprezzare. Poco più su, in posizione sovrastante, si trova invece il Monastero delle Clarisse Eremite e il contiguo Museo del Silenzio. Un silenzio assordante ed emozionante al contempo, che racconta la vita delle monache e la loro Regola del Silenzio, durissima, che imponeva di non usare la voce, se non per pregare. Ecco, qui a Fara in Sabina è proprio il silenzio uno dei suoi punti di forza più grandi. Prima di lasciare il borgo, vi suggerisco di sostare per alcuni minuti al Belvedere: la vista panoramica da qui è meravigliosa e, nei giorni di cielo terso, potrete addirittura scorgere le porte di Roma. A poca distanza dal borgo, infine, non mancate di fare tappa all’Abbazia di Farfa, abbazia imperiale, che ospitò tra le varie personalità anche Carlo Magno. Al suo interno potrete ammirare resti di sarcofaghi paleocristiani, meravigliosi affreschi, un coro ligneo del Seicento e un bellissimo soffitto a cassettoni, solo per citare alcune chicche.

Tuscania, preistoria, Etruschi e Romani 

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Santa Maria Maggiore vista dal Belvedere © Annalisa Costantino

E’ forse uno dei borghi laziali più conosciuti e famosi. Di certo c’è che è anche uno dei più belli. Tra le tantissime cose da vedere, vi suggerisco di includere nel vostro itinerario la Basilica di San Pietro e quella di Santa Maria Maggiore, di epoca medievale. La prima sorge molto probabilmente su un’acropoli etrusca e, secondo la leggenda, fu donata da Carlo Magno a Papa Adriano I. In realtà, la sua origine rimane avvolta nel mistero, ma poco importa: è di una bellezza storico-architettonica davvero unica, tra capitelli di forme diverse, grifoni alati e sculture imponenti che fanno da cornice a tre grandi navate. E’ stata, inoltre, set di diversi film tra cui L’Armata Brancaleone, Romeo e Giulietta e Otello. La Basilica di Santa Maria Maggiore, invece, viene nominata in atti ufficiali già nell’852 d.C. Ricca di affreschi duecenteschi pregevoli, vi si possono ammirare la fonte battesimale a forma ottagonale, il meraviglioso tetto a capriate, colonne e pilastri affrescati. L’ingresso ad entrambe le chiese è gratuito.

Sutri, Anfiteatro, Mitreo e tufo

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Affresco Chiesa della Madonna del Parto (Mitreo) © Annalisa Costantino

Uno dei diamanti più sfavillanti della corona dei borghi laziali, Sutri è un concentrato di storia, arte, cultura. Caratterizzato da evidenti tracce etrusche e romane, il borgo è ancora più unico per la sua quasi completa realizzazione in tufo, pietra locale, che gli dona un tipico colore rossastro. Oltre al centro cittadino che merita senza dubbio una visita, Sutri è rinomata soprattutto per due attrazioni d’eccellenza: l’Anfiteatro e la Chiesa della Madonna del Parto (Mitreo). L’Anfiteatro, completamente scavato nel tufo, risalirebbe al periodo compreso tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C. ed è considerato uno dei sette anfiteatri più belli al mondo. Sebbene non se ne conosca l’esatta destinazione d’uso, sicuramente veniva utilizzato sia da personaggi di spicco della città (vista la presenza di otto sedili “d’onore”) che dalla popolazione (che prendeva posto, invece, sulle gradinate). La Chiesa della Madonna del Parto, vicinissima all’Anfiteatro, era in origine un luogo di culto dei seguaci del Mitraismo, poi riadattata a chiesa cristiana. Completamente ricavata nel tufo, questa chiesa di rara bellezza è ricca di affreschi il cui soggetto più spesso rappresentato è proprio la Madonna col Bambino. Secondo la tradizione popolare qui si recano in preghiera soprattutto (ma non solo) le donne che hanno difficoltà a rimanere incinte, quelle che hanno gravidanze difficili e quelle che, semplicemente, chiedono di poter vivere una gravidanza serena.

Dove dormire

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Abbazia di San Giusto (foto cortesia di Abbazia di San Giusto)

All’Abbazia di San Giusto (Tuscania), XII secolo, potrete godere di tranquillità, silenzio, charme e storia. Azienda agricola biologica, oggi la sua vocazione è (anche) quella dell’ospitalità con la O maiuscola, genuina e resa ancora più piacevole dai tocchi di eleganza e raffinatezza che contraddistinguono il sito. Immaginate di fare colazione nel refettorio che, centinaia di anni fa, era usato dai monaci di San Benedetto. Pensate di ammirare una sorgente d’acqua purissima (la stessa che berrete voi) che veniva già usata, secoli addietro, dai religiosi. La scelta delle camere, poi, spazia dalla suite nella Torre Medievale con meravigliosa terrazza panoramica, agli appartamenti di varie dimensioni, tutti attrezzati con cucina. I costi? Piccoli piccoli, se si pensa alla bellezza ed esclusività della location: il monolocale 2 persone + 1 costa 85 €, a notte, con colazione compresa.

 

 

 

 

 

 

 

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