Focus sui bimbi

Sindrome TTTS: un raduno per non sentirsi soli

Vivere una gravidanza gemellare è faticoso. Molto faticoso. Si diventa delle piccole balenottere, ci si muove sempre più a fatica, la digestione rallenta fino a quasi addormentarsi e l’acidità è una condizione che non ti lascia mai, nemmeno di notte. Nemmeno quando dormi. Ovviamente, la gravidanza gemellare non è solo questo. Tutto ciò è facilmente superabile in vista della grande gioia che si proverà quando i bimbi o le bimbe nasceranno.

26814659_797417990466700_8939225551091358498_nLa parte peggiore della gravidanza gemellare è un’altra. Più subdola e meschina. Che ti attacca senza che tu possa fare alcunché per proteggerti. Né per proteggere i tuoi piccoli. La Sindrome TTTS (trasfusione feto-fetale). Una bestia che si annida, abbatte le certezze (poche) che hai, scombussola i piani, addensa il dolore. Per maggiori informazioni a riguardo, se interessati, potete leggere il post che scrissi a suo tempo a questo link.

Vivere da soli questa sindrome non giova ad alcuno. E’ bene essere seguiti professionalmente da medici competenti, ma anche poterne parlare, per renderla meno invalidante. Per condividere paure, dubbi, incertezze, momenti. Quando capitò a me non sapevo che esistessero dei gruppi nati per dare sostegno a quei genitori alle prese con la TTTS. Ora, invece, lo so. E trovo quindi giusto condividere con voi questa preziosa informazione.

L’associazione si chiama Giardino di Aurora ed è una realtà no-profit creata da Andrea e Monica, due genitori coraggiosi, dopo che il loro percorso genitoriale si è chiuso nel modo peggiore possibile con la scomparsa della figlia. Aurora, che ha trascorso i primi giorni della sua vita in TIN, affetta da una patologia rara, viveva anche una condizione di prematurità. Condizione che non l’ha aiutata a vincere la sua battaglia più importante, nonostante, da vera guerriera, abbia combattuto fino alla fine.

Questa associazione si rivolge ai genitori in attesa della cicogna che, purtroppo, vedono i loro sogni di diventare mamma e papà senza problemi infrangersi contro una diagnosi. Che sia TTTS o un’altra patologia, poco importa. Si ha bisogno di aiuto e confronto. Di qualcuno con cui condividere lo smarrimento, il senso di impotenza e il dolore.

Ecco, per i genitori che si sentono persi, per quelli che non vogliono essere (più) soli, l’Associazione ha pensato ad un evento ad hoc, il I Raduno Famiglie TTTS, che si terrà ad aprile, dal 27 al 29. Una tre giorni pensata per scambiarsi esperienze, parlare con medici (presso l’Ospedale Mangiagalli di Milano), ma anche vivere momenti divertenti di condivisione con spettacoli per i più piccini (clown), visite guidate (Museo di Storia Naturale, Arco della Pace, Castello Sforzesco…), pranzi e cene in compagnia.

 

Tutte le informazioni relative al raduno e le indicazioni su come prenotare si trovano alla pagina Facebook dedicata all’evento. Raduno Famiglie TTTS

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Viaggi; Travel Tips

Eremo di Santa Caterina del Sasso

Adoro visitare. Qualsiasi cosa. Che siano Paesi lontani, mercatini, mostre o musei, poco importa. L’importante è scoprire nuovi posti. Domenica insieme alle Gem abbiamo avuto finalmente l’occasione di andare a Leggiuno (Lombardia) per vedere l’Eremo di Santa Caterina del Sasso. Ne ero rimasta affascinata guardando le foto su internet. Un edificio in pietra aggrappato alla roccia a strapiombo sul Lago Maggiore. Una chiesetta che sembrava lottare con tutte le sue forze contro il pericolo di caduta nelle acque gelide.

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La chiesa a strapiombo sul lago ©AnnalisaCostantino

Un luogo magico, quindi, denso di spiritualità, storia e cultura. Uno di quei posti che piacciono tanto a me, insomma. L’Eremo ha un passato remoto che vuole la sua costruzione a cura di un mercante che vi si ritirò per condurre una vita in solitudine. Da lì in poi si susseguirono la costruzione della cappella (XII secolo), e di altre due chiese, la cui attività è certificata già nel 1300. Abitato principalmente da frati (Domenicani prima e Carmelitani poi), l’Eremo è stato protagonista di un miracolo: la storia racconta che alcuni massi instabili caddero dalla parete di roccia schiantandosi sulla chiesa dove, però, vennero bloccati da una volta della cappella. E lì rimasero sospesi, in bilico fino al 1910, senza causare alcun danno serio alla struttura. Oggi dimora spirituale degli oblati benedettini, l’Eremo è visitabile, tranne durante le celebrazioni eucaristiche. Gli orari di apertura dipendono dal periodo dell’anno e sono così suddivisi: dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 17, tutti i giorni, a marzo; dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 18, tutti i giorni, da aprile a ottobre; aperto sabato, domenica e festivi, dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 17 da novembre a febbraio.

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Il passaggio verso l’ingresso della chiesa ©AnnalisaCostantino 

Trovandosi a picco sul lago, l’Eremo si può raggiungere in due modi: a piedi, scendendo per una scalinata panoramica intarsiata nella roccia che si butta verso il basso lungo un dislivello di 51 metri, oppure in ascensore (al costo di 1 € a persona, ma i bambini sotto i 12 anni d’età non pagano).

La facciata della chiesa è un armonioso ricamo di quattro archi che incorniciamo un porticato in stile rinascimentale. A picco sull’acqua, a sinistra dell’ingresso alla chiesa, si trova il campanile, di epoca trecentesca. Gli affreschi interni raccontano la vita di Santa Caterina d’Egitto, le sue nozze, la traslazione del corpo della santa al Monte Sinai e altre scene.

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La vista panoramica sul Lago Maggiore dalla scalinata che conduce alla chiesa ©AnnalisaCostantino

Appena fuori dalla chiesa, infine, si trova un piccolo negozietto che vende creme, profumi, vini, acquasantiere e altre chicche realizzate dai monaci. I costi non sono propriamente economici, ma considerato che l’ingresso è completamente gratuito, un piccolo sforzo si può anche fare. E i prodotti in vendita sono davvero di qualità eccellente.

Per maggiori informazioni, visitare il sito ufficiale dell’Eremo di Santa Caterina del Sasso alla pagina Santacaterinadelsasso.com

Cibo per la mente

Origin | Dan Brown

Questa è la settima volta che mi faccio fregare. E ho il dubbio che, nonostante tutto, capiterà ancora. Non fatevi fregare anche voi…

9788804681960_0_0_0_75Dan Brown è uno scrittore-guru oramai famosissimo. Di certo, quindi, non ha bisogno della mia recensione per vendere i suoi romanzi. Tuttavia, vorrei scrivere un pensiero fuori dal coro. Da un coro che, per altro, non fa che osannarlo da decenni.

Ho appena finito di leggere la sua ultima fatica, Origin, e devo dire che è uguale a tutti gli altri. Lo stile di uno scrittore non si può modificare, quello rimane nel tempo. Eppure, Dan Brown scrive sempre nello stesso, identico, noioso modo. Salta da una vicenda all’altra, da un’ambientazione a quella successiva, capitolo dopo capitolo. Finendo poi per far convergere le scene. E’ sempre la solita, barbosissima solfa.

Nemmeno a dirlo, anche qui il tema trattato è quello della religione. Anzi, delle religioni. Con un improbabile genio dell’informatica pronto a scuotere le credenze millenarie delle principali religioni monoteiste con una scoperta, a suo dire, rivoluzionaria. Il protagonista del romanze è sempre il Professor Langdon. C’è sempre la bellissima co-eroina di turno. Ci sono sempre i cattivi schierati contro gli immancabili buoni. Lo schema di Propp viene perfettamente rispettato, come in ogni romanzo di Dan Brown che si rispetti.

Il libro me lo hanno regalato, per fortuna. Perché se avessi speso i miei soldi per un romanzo così banale mi avrebbe dato enormemente fastidio. Il titolo è diverso, i contenuti sono inesorabilmente “uguali” a quelli dei sei i romanzi precedenti.

564 pagine al costo di copertina di 25.00 €. Casa editrice: Mondadori

Un consiglio: se proprio non potete fare a meno di acquistarlo, fatelo online. Risparmierete un bel po’ di soldini da usare per altri volumi più interessanti e scritti sicuramente meglio.