noi donne e mamme

#Resilienza: ovvero dell’imparare a stringere i denti.

resilienzaIn certe occasioni mi sono sentita come un bambù. Avete presente, no, quella pianta che è capace di piegarsi fino all’inverosimile, ma senza spezzarsi? Ecco, a me è capitato svariate volte. Lì per lì non mi rendevo conto di poter raggiungere un angolo ancora più ampio. Anzi, ero convinta che mi sarei spezzata, ridotta in  mille piccoli pezzi.

E invece la forza che c’è dentro ognuno di noi è straordinaria. E dà soddisfazioni inimmaginabili, soprattutto quando ti volti indietro e vedi cosa sei stato in grado di fare.

Avete presente quando tutti (quasi tutti, dai) ti danno dell’inetta, sostenendo che non sai fare nulla, che sei solo un peso, che non meriti nemmeno più quella blanda attenzione che si dedica anche, che so, a un cane per strada? Se non avete presente, tanto meglio per voi. Se invece vi è già capitato, allora potete capire lo stato di prostrazione in cui ci si può trovare. E’ come immergersi nella pece più densa e nera ed essere convinti, convintissimi, di non riuscire ad uscirne mai più. Ma soprattutto ci si convince davvero di essere degli idiota e di non sapere fare nulla.

Poi la vita ti sorprende, dandoti una seconda (o terza, o quarta) opportunità, e scopri che risalire in superficie e scansare i piedi che spingevano per farti affogare non è poi così impossibile.

E’ così che ho scoperto il vero significato di #resilienza. Le potenzialità per resistere, nonostante tutto, sono dentro ognuno di noi. Basta solo respirare a fondo, piangere tutte le lacrime possibili e poi chiudere la porta in faccia a chi ci vuole male.

Il percorso è lungo, difficile e altrettanto doloroso, ma si può fare.

 

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Le donne e lo stress

Alzi la mano chi, almeno una volta nella vita, non ha detto “sono stressata”. Sono sicura che siamo in tante, vero? Bene, siamo tutte in buona compagnia. Secondo un sondaggio le donne italiane sono le più stressate d’Europa.
Multitasking Stressed Business Woman in Office Work Place. Vector illustrationDati alla mano, la ricerca ci informa che il 59% delle donne tra i 18 e i 60 anni manifestano uno o più sintomi di stress (come, per esempio, caduta libera dell’attenzione, insonnia, sbalzi d’umore).
Stress che è legato alla mancanza di tempo per sé, alle troppe incombenze da gestire (lavoro, casa, figli…). Lo stesso sondaggio rivela che in Francia la percentuale è del 51%, mentre in Germania le donne stressate raggiungono il 44% delle intervistate.
Le donne italiane più stressate? Le manager e le professioniste (45%).
Una soluzione, però, sembrerebbe esserci. Ed è quella di affidarsi (e sapersi organizzare) alle famigerate To Do List, ovvero il classico elenco delle cose da fare.
Viviana Grunert, cofondatrice della Bruno Editore, ha fatto un intervento interessante, nel quale ha affermato che coniugare lavoro, vita privata, casa e figli sta diventando una sorta di lavoro nel lavoro, qualcosa di sempre più difficile, anche a fronte del crescente impegno a livello occupazionale delle donne.
Incarichi impegnativi, reti relazionali, sport, hobby e molto altro ancora punteggiano la vita e la quotidianità di noi donne. Secondo la Grunert, però, conciliare tutto è possibile. Proprio grazie alle To Do List, che permettono di organizzarsi, scandendo in modo preciso gli impegni della giornata.
Sulla sua boutique online VGFlowerStudio (http://boutique.vivianagrunert.it), Viviana mette a disposizione le Flower ToDo List, proprio quelle che usa lei e che, dice, l’hanno aiutata a non impazzire. Ed è così che, una semplice lista, permette di gestire la spesa, i viaggi, i progetti e tutto ciò che riempie le nostre giornate infinite.
Non so quanto possa funzionare per me. Voi cosa ne pensate?
Io ci ho provato, più e più volte, ad aiutarmi con tracce di ogni genere, una su tutte quella relativa alle spese di casa… Ad un certo punto, usavo talmente tanti quadernetti che avevo perso il filo e dovevo ricominciare tutto daccapo.
Per non parlare dei post-it. Era tutto un appiccicare annotazioni, cose da ricordare, cose da fare, ovunque, tanto che ad un certo punto mi sembrava di essere in un negozio di cartoleria. Un disastro.
Il principio che sta dietro alla To Do List è ottimo e utilissimo, ma quando hai due gemelle che ti scorrazzano intorno (o dei figli, ovviamente), che richiedono la tua attenzione, che ti si aggrappano al braccio mentre tu tenti, invano, di scrivere cose sensate in un italiano comprensibile, allora abbandoni anche il proposito della lista delle cose da fare.
Chi vivrà vedrà e Dio provvederà. Alla faccia dello stress.