noi donne e mamme

#Resilienza: ovvero dell’imparare a stringere i denti.

resilienzaIn certe occasioni mi sono sentita come un bambù. Avete presente, no, quella pianta che è capace di piegarsi fino all’inverosimile, ma senza spezzarsi? Ecco, a me è capitato svariate volte. Lì per lì non mi rendevo conto di poter raggiungere un angolo ancora più ampio. Anzi, ero convinta che mi sarei spezzata, ridotta in  mille piccoli pezzi.

E invece la forza che c’è dentro ognuno di noi è straordinaria. E dà soddisfazioni inimmaginabili, soprattutto quando ti volti indietro e vedi cosa sei stato in grado di fare.

Avete presente quando tutti (quasi tutti, dai) ti danno dell’inetta, sostenendo che non sai fare nulla, che sei solo un peso, che non meriti nemmeno più quella blanda attenzione che si dedica anche, che so, a un cane per strada? Se non avete presente, tanto meglio per voi. Se invece vi è già capitato, allora potete capire lo stato di prostrazione in cui ci si può trovare. E’ come immergersi nella pece più densa e nera ed essere convinti, convintissimi, di non riuscire ad uscirne mai più. Ma soprattutto ci si convince davvero di essere degli idiota e di non sapere fare nulla.

Poi la vita ti sorprende, dandoti una seconda (o terza, o quarta) opportunità, e scopri che risalire in superficie e scansare i piedi che spingevano per farti affogare non è poi così impossibile.

E’ così che ho scoperto il vero significato di #resilienza. Le potenzialità per resistere, nonostante tutto, sono dentro ognuno di noi. Basta solo respirare a fondo, piangere tutte le lacrime possibili e poi chiudere la porta in faccia a chi ci vuole male.

Il percorso è lungo, difficile e altrettanto doloroso, ma si può fare.

 

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